Qualche mese fa ho prenotato un viaggio in Islanda con un gruppo di sconosciuti.
Non conoscevo nessuno. Non avevo mai volato più di due ore. Non ero mai stato in un ostello. E avevo una paura che mi portavo dietro da sempre, cioè quella di non piacere a nessuno.
I primi giorni sono stati esattamente quello che temevo. Silenzi imbarazzanti. Non sapevo di cosa parlare. E poi arrivava la domanda che arriva sempre con gli sconosciuti: "Di cosa ti occupi?"
Ho detto che lavoravo. Non era vero.
Poi siamo arrivati alla cascata.
In quel momento stavo pensando di essere un fallito. Pensavo al mio passato, al mio futuro incerto, a tutto quello che non avevo ancora capito. Mi sentivo solo. Inadeguato. L'autostima era a zero.
E poi ho guardato quella cascata. E mi è venuto da piangere.
In questo episodio racconto quel viaggio, il disagio, la notte sul divano, il momento sotto la cascata e i tre tatuaggi che non avevo mai voluto fare prima.
E la promessa che ho fatto prima di tornare a casa.
Quasi a Posto è quello che sto attraversando, raccontato mentre ci sono ancora dentro. Non da chi ce l'ha fatta e guarda indietro. Da chi è ancora nel mezzo e prova a capire.
Nuovo episodio ogni giovedì alle 20:00.