Mentre nella Striscia si muore di fame, freddo e malattie, altrove scorrono progetti, mappe, rendering: una “nuova Gaza” presentata come promessa di futuro, un hub moderno con autostrade, porto, aeroporto, grattacieli sul mare e turismo costiero. A Davos Jared Kushner racconta che Rafah si può ricostruire “in due o tre anni”, come se la guerra fosse un cantiere qualunque e le macerie solo un problema logistico.
Un piano abominevole che continuerà a far rimanere in piedi solo Hamas e Netanyahu.