Oggi in Cristo

Quelli che venivano salvati


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Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.
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(Atti 2:42-47 - La Bibbia)


Indice della serie sugli Atti degli apostoli

La comunità dei discepoli di Gesù cresceva rapidamente.

In un solo giorno a quei centoventi discepoli si erano aggiunte altre tremila persone e poi il Signore continuava ad aggiungere persone ogni giorno.

I discepoli di Gesù non avevano un nome e non avevano neanche pensato di darselo (che differenza con quanto accade al giorno d'oggi!) ma è bella l'espressione utilizzata da Luca che si riferisce a loro come "quelli che venivano salvati"... Sì, i credenti erano proprio "quelli che venivano salvati" perché non c'erano dubbi sul fatto che coloro che avevano risposto all'appello di Pietro, ravvedendosi con sincerità e cominciando una nuova vita con lo Spirito Santo in loro, venissero salvati perché Dio mantiene le sue promesse. È triste notare che purtroppo, invece di fidarsi delle promesse di Dio, ancora oggi tante religioni paracristiane propongono cammini pseudospirituali che fanno credere ai propri adepti che la salvezza sia qualcosa di complicato e quasi irraggiungibile!

La comunità dei discepoli era caratterizzata dal timore di Dio che, in quella delicata fase iniziale, veniva rafforzato da una presenza speciale del Signore che agiva attraverso segni e prodigi fatti dagli apostoli. Essi erano perseveranti nell'ascolto dell'insegnamento apostolico perché gli apostoli dovevano gettare le basi per far crescere i credenti nella conoscenza del piano di Dio in Gesù Cristo, ma è bello osservare che l'insegnamento era associato alla perseveranza nella comunione fraterna, infatti essi passavano del tempo insieme, mangiavano insieme, pregavano e rompevano il pane insieme (espressione che potrebbe riferirsi alla condivisione di un pasto ma molti studiosi pensano che si riferisca qui già all'uso del pane e del vino per ricordare Gesù, ciò che poi sarà conosciuto come cena del Signore) e mettevano in comune ciò che avevano con grande generosità gli uni verso gli altri. Essi erano concordi ed erano assidui nel frequentare il tempio dedicandosi alla preghiera e alla lode, con gioia e semplicità di cuore, e questo faceva godere loro del favore di tutto il popolo. I discepoli di Gesù si stavano quindi comportando da Ebrei che erano un modello per gli altri, e l'appoggio del popolo dimostra che il loro comportamento esemplare era la migliore testimonianza che potessero dare ai loro fratelli Ebrei.

Una caratteristica della chiesa di Gerusalemme era la scelta di vendere anche le proprietà e i beni privati per mettere il ricavato a disposizione di tutti, venendo incontro ai bisogni di ciascuno. Fu una scelta piuttosto particolare sulla quale vale la pena riflettere. Infatti si tratta di un comportamento che non ritroveremo nelle altre assemblee fondate altrove dagli apostoli. Nel resto del libro degli Atti e del nuovo testamento gli apostoli esorteranno i credenti ad essere generosi nel venire incontro ai bisogni dei fratelli e saranno istituite collette proprio per questo motivo, ma non insegneranno ai credenti a vendere tutto ciò che hanno per metterlo in comune.

Leggendo Atti 5:4 comprendiamo che anche a Gerusalemme ness...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana