Nel 1922 un droghiere del Tennessee sale su un treno per New York con quattro guardie armate e un milione di dollari in contanti dentro le valigie. Non aveva mai comprato un'azione in vita sua.
Si chiamava Clarence Saunders, e sei anni prima aveva inventato una cosa che usi tutte le settimane: il supermercato. Il primo negozio self-service della storia — entri, giri tra gli scaffali, ti servi da solo, paghi all'uscita. Lo aveva chiamato Piggly Wiggly.
Quando Wall Street cominciò a scommettere contro la sua azienda, Saunders decise di rispondere con le stesse armi. Nel marzo del 1923 arrivò a possedere il novantanove per cento delle azioni della sua stessa società: i ribassisti erano in trappola, il titolo era passato da quaranta a centoventiquattro dollari in poche settimane, e i trader più esperti d'America dovevano comprare da lui, al prezzo che decideva lui.
Aveva vinto. Poi la Borsa di New York cambiò le regole a partita in corso.
In questo episodio ti spiego per bene quattro cose, senza darle per scontate: cos'è uno short, e perché è una scommessa con un guadagno limitato e una perdita potenzialmente infinita. Cos'è un bear raid, l'assalto ribassista organizzato. Cos'è un corner. E cos'è davvero uno short squeeze, la morsa in cui finisce chi ha venduto allo scoperto quando qualcuno chiede indietro tutto insieme.
È lo stesso identico meccanismo che quasi un secolo dopo il mondo intero avrebbe visto con GameStop. Non a caso il film Dumb Money, nel 2023, cita proprio Piggly Wiggly come precedente: qualcuno ci aveva già provato, cent'anni prima, e la Borsa aveva reagito nello stesso modo.
E poi le cose che restano attaccate: i piccoli azionisti dell'Iowa e del New Mexico che si ritrovarono in mano dei pezzi di carta d'oro senza saperlo, la villa di marmo rosa che Saunders non riuscì mai ad abitare, e cosa ci hanno messo dentro oggi.
Perché alla fine questa non è una storia di finanza. È una storia su chi scrive le regole.
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