Di migrazioni parliamo ormai tutti i giorni ma quasi sempre come ... destinatari dei cambi di territorio decisi da altri.
Invece, la migrazione che sta sotto le meravigliose immagini di Luca Eugenio Celso è qualcosa che affonda le sue radici nel passato, un passato non lontanissimo, quello degli spostamenti avvenuti in Italia tra il Sud ed il Nord del nostro Paese.
Così Luca Eugenio, nato a Torino, sente evidentemente il richiamo della terra dei suoi, la Calabria, e vi ritorna in un'altra migrazione, che è quella della memoria, per incontrarvi la tappa del presente.
Anche il titolo scelto per questa esposizione, Looking for Sila greca, ti trasporta su questa navicella che viaggia nello spazio ma anche nel tempo: la Sila greca, parte settentrionale dell’Altopiano della Sila che si estende tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, porta infatti nel suo nome il passato e il territorio, perché "Sila" proviene dal greco Hyle che significa selva, bosco.
In questi boschi le immagini di Luca Eugenio Celso ti dichiarano i nuovi migranti, ma anche gli alberi, e gli animali, che non cambiano e fanno parte integrante di un paesaggio dell'anima prima che della geografia.
Il tutto nella stupenda cornice della Galleria 28 Piazza di Pietra, la cui titolare Francesca Anfosso ci regala un po' del suo tempo per dirci della mission della Galleria, del meraviglioso Tempio di Adriano - qui vicino da poterlo toccare - e di un'arte che parla anche, ed esplicitamente, di attualità.