"Riconoscersi in una comune diversità'
Nella nuova puntata di Cura e Diritti, abbiamo incontrato la dottoressa Vera Mazzotta, pianista e docente di pianoforte e musica da camera, laureata con lode presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Musicista pluripremiata in concorsi nazionali e internazionali, è anche autrice e formatrice nell’ambito della didattica musicale inclusiva. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Giocando con la musica per promuovere l’inclusione (Rugginenti, 2019), testo co-firmato con altri esperti del settore. Vera Mazzotta ci ha accolti virtualmente dalla Biblioteca “Giuseppe Mazzotta”, situata all’interno del Parco Don Agostino Panettoni a Villa Adriana, Tivoli.
Ed è proprio questo luogo, animato da un forte spirito comunitario, a rappresentare il cuore pulsante del suo impegno per l’inclusione sociale attraverso la musica.
«Questo spazio è nato come punto d’incontro per il quartiere, un luogo aperto dove le persone possono incontrarsi, conoscersi, costruire legami», racconta Mazzotta. L’idea di fondo è quella di creare una comunità viva, in cui la cultura – e la musica in particolare – sia accessibile a tutti, indipendentemente dall’età, dalla provenienza o dalla condizione sociale. Nel quartiere di Villa Adriana, storicamente periferico rispetto al centro cittadino, la biblioteca e le attività che ospita diventano così un presidio di socialità e partecipazione.
«Spesso nei nostri laboratori ci sono bambini e ragazzi che non parlano ancora italiano, che vivono situazioni di difficoltà. Ma la musica diventa un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere e di valorizzare ogni singola differenza», spiega Mazzotta.
Il progetto, oltre a coinvolgere educatori, volontari e professionisti, si fonda anche sull’alleanza tra pubblico e privato: «È nato anche grazie alla visione di un privato illuminato, che ha creduto nell’importanza del bene comune. Ma è essenziale che ci sia un dialogo costante con le istituzioni, affinché queste esperienze non restino isolate».
La biblioteca di Villa Adriana ospita durante l’anno numerosi laboratori musicali, attività per le scuole e progetti pensati per la fascia di età compresa tra la seconda media e i 16 anni, con l’obiettivo non solo di offrire uno spazio ricreativo, ma anche di sostenere il benessere relazionale ed emotivo dei più giovani. «Cerchiamo di capire qual è la motivazione che muove ciascun ragazzo, e da lì costruiamo un percorso.
Non ci interessa solo l’impatto immediato, ma la continuità, il creare legami duraturi. Perché è nella relazione che nasce l’inclusione vera», conclude Mazzotta.
La biblioteca e il comitato di quartiere sono aperti al pubblico tutti i giorni, con attività che coinvolgono anche adulti, famiglie e persone con disabilità. Un esempio concreto di come la cultura – se condivisa, gratuita e pensata per tutti – possa diventare motore di coesione sociale.