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La sera del 2 dicembre 1943 un raid aereo tedesco mette a ferro e fuoco il porto di Bari e diversi edifici adiacenti la zona. Un attacco fulmineo che coglie a sorpresa sia gli Alleati sia la cittadinanza che pensava ormai di aver passato i momenti peggiori del secondo conflitto mondiale. A rendere la situazione più drammatica, l'esplosione della nave statunitense John Harvey che conteneva un segreto e pericolosissimo carico di iprite che si rivelerà fatale per molti innocenti, condannati ad una lenta e dolorosa morte.
A partire dall'8 settembre del 1943 la Puglia che negli ultimi anni era stata terra di emigrazioni per tutti coloro che fuggivano dai soprusi del regime, diventa terra di immigrazione ricevendo migliaia di profughi provenienti dai Balcani. Diversi campi di accoglienza sorgono su tutto il territorio e specialmente in Salento. Una ospitalità che si rinnoverà con i grandi flussi migratori a partire dagli anni '90.
Dal 10 settembre del '43 Barletta fu assediata dai tedeschi. Nella violenta operazione gli uomini di Hitler fucilarono dieci vigili urbani e due operai comunali. Gli agguati proseguirono anche nelle settimane successive, mettendo a repentaglio la cittadinanza che con coraggio si opporrà fino alla fine del mese.
Il 9 settembre 1943, con la notizia dell’armistizio, vige a Bari un clima di eccitazione per la liberazione dai tedeschi, ma allo stesso tempo di incertezza perché il nemico è ancora in città. Si è impreparati ad affrontare le truppe naziste che approfittandone attaccheranno il porto, cogliendo gli italiani di sorpresa. Il generale Bellomo coi suoi soldati e un gruppo di valorosi giovani di Bari vecchia, riusciranno ad allontanare la minaccia difendendo la città da un potenziale e pericoloso assedio.
(con la testimonianza di Michele Romito da "Dal Fascismo alla Repubblica" - Rai TGR Puglia - RaiTeche)
“Ci hanno sparato addosso come se fossimo nemici in guerra”. Il 28 luglio 1943 in via Nicolò dall’Arca un gruppo di soldati e individui dalle finestre della sede del Partito Nazionale Fascista sparano una pioggia di proiettili contro un corteo di giovanissimi innocenti che chiedono la rimozione dei simboli del regime.
A Bari ci sarà una delle prime stragi del dopo fascismo.
Dal settembre del '43 al febbraio del '44 l'emittente barese dell'E.I.A.R. assume un ruolo strategico nello scenario nazionale e internazionale, trasmettendo informazioni finalmente libere dalla censura fascista fondamentali per i gruppi partigiani, ma anche aprendo le prospettive verso nuovi scenari politici, economici, sociali e culturali.
Trudy nasce nel '33 a Pilsen, nell'attuale Repubblica Ceca. Salita sul kindertransport a soli sei anni arriverà a Londra dove trascorrerà gran parte della sua infanzia. Nel frattempo i suoi genitori e sua nonna, si spostano fino ad arrivare in Italia e a separarsi. Dopo tante peripezie, il papà di Trudy, Paul Bandler, riuscirà a riunire tutta la famiglia che si sistemerà a Bari.
Vera nasce nel '36 in una delle pochissime famiglie ebraiche a Bari. Dopo tanti anni gli studenti del Liceo Quinto Orazio Flacco riescono a rintracciarla e lei, ormai anziana e a Faenza, racconta il dramma della sua infanzia nel capoluogo pugliese ai tempi delle leggi razziali.
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