Radio Blackout 105.25FM

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Radio Blackout 105.25FM episodes

  • Cortei di trattori a Casal di Principe, Salerno e Caserta

    Con Gianni Fabbris di Altragricoltura ripercorriamo quanto accaduto durante le mobilitazioni della settimana del 26 ottobre in Campania. Agricoltori e studenti si sono uniti nelle proteste in più località, creando grandi cortei in cui portare assieme i temi del carovita con quelli relativi alla scuola e alla crisi dell’agroalimentare.

    Fabbris ci parla anche dei punti che hanno portato, insieme al coordinamento COAPI (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani), alla Regione per richiedere lo stato di crisi in agricoltura ma anche uno spazio ci confronto partecipato e permanente con le piccole e medie imprese dell’agroalimentare campano. Qui i punti portati in piazza e maggiori informazioni sulla visione di sovranità alimentare che avanza Altragricoltura.

    0 min
  • Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@0

    Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE

    La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale.

    Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure.

    Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia?

    Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano:

    / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade.

    YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO

    Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali.

    Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti.

    In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP.

    Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino:

    SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM

    Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele.

    Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone.

    Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza.

    Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia):

    IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN

    Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene.
    Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche.

    Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso?

    Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi?

    La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)?


    Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate:

    Contatto assemblea Caso Marfin: [email protected]

    / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea

    USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI

    In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA.

    In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità.
    / / Link all’articolo di ProPublica

    I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.

    18 min
  • Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@1

    Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE

    La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale.

    Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure.

    Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia?

    Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano:

    / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade.

    YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO

    Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali.

    Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti.

    In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP.

    Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino:

    SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM

    Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele.

    Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone.

    Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza.

    Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia):

    IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN

    Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene.
    Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche.

    Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso?

    Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi?

    La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)?


    Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate:

    Contatto assemblea Caso Marfin: [email protected]

    / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea

    USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI

    In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA.

    In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità.
    / / Link all’articolo di ProPublica

    I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.

    21 min
  • Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@2

    Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE

    La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale.

    Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure.

    Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia?

    Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano:

    / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade.

    YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO

    Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali.

    Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti.

    In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP.

    Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino:

    SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM

    Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele.

    Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone.

    Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza.

    Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia):

    IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN

    Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene.
    Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche.

    Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso?

    Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi?

    La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)?


    Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate:

    Contatto assemblea Caso Marfin: [email protected]

    / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea

    USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI

    In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA.

    In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità.
    / / Link all’articolo di ProPublica

    I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.

    27 min
  • Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@3

    Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE

    La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale.

    Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure.

    Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia?

    Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano:

    / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade.

    YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO

    Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali.

    Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti.

    In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP.

    Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino:

    SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM

    Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele.

    Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone.

    Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza.

    Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia):

    IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN

    Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene.
    Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche.

    Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso?

    Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi?

    La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)?


    Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate:

    Contatto assemblea Caso Marfin: [email protected]

    / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea

    USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI

    In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA.

    In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità.
    / / Link all’articolo di ProPublica

    I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.

    18 min
  • Repressione post 17/10/26 – Youssef Siher: costruzione del nemico – Ahmad Salem: solidarietà e asimmetrie – Significato del Caso Marfin – Tecnologia e MidTerm@4

    Estratti dalla puntata del 2 novembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

    REPRESSIONE POST 17 OTTOBRE

    La rabbia clastica che si è espressa – in particolar modo a Milano – il 17 ottobre è stata appiattita da processi di mostrificazione e utilizzata per produrre un ulteriore aggiornamento dell’arsenale repressivo, all’interno di una lunga traiettoria volta a comprimere il conflitto sociale.

    Somministrazione di paura ed “economia produttiva della repressione” sembrano essere i principali binari su cui si muovono questure e procure.

    Quali sono gli strascichi operativi a distanza di un paio di settimane? Su cosa si fondano le indagini che stanno portando a perquisizioni e arresti in giro per l’Italia?

    Ne parliamo con l’avvocato Guido Guella, legale di una delle persone fermate a Milano:

    / / A margine la notizia dell’incendio – definito “azione di disarmo” – che ha distrutto la sede a Thun (Svizzera) della B&T, azienda produttrice dei lanciatori di munizionamento cinetico non-letale (LBD) usati dalla polizia francese per menomare chi manifesta nelle strade.

    YOUSSEF SIHER: COSTRUZIONE DEL NEMICO

    Al di là della gioventù arrabbiata trasformata in “feticcio sociale”, possiamo osservare il tentativo autoassolutorio di identificazione di una regia esterna. La marginalizzazione, la xenofobia istituzionalizzata, la generalizzata amputazione di orizzonti di futuro desiderabili, non possono essere sufficienti a produrre espressioni di rabbia distruttiva e predatoria; ci deve essere un attore che governi questi individui, deumanizzati al punto da ritenerli acefali.

    Ecco che viene costruito il super nemico: Youssef Siher, la “mente”, l’agente di guerra ibrida, lo stratega… dimenticandosi che la prima chiamata per le piazze del 17 ottobre arrivava da ambienti cripto-fascisti.

    In un contesto dove il diritto penale del nemico sfuma in una dialettica del nemico, in tanti meritano un patibolo – per ora – mediatico: agitatori da social media, magistrati che non convalidano arresti desiderati dall’esecutivo, ma anche avvocati che formano sull’autodifesa legale in piazza e medici che cercano di tutelare dalla reclusione nei CRP.

    Per approfondire, oltre la superficie, l’arresto e la scarcerazione di Youssef Siher, ci colleghiamo con il giornalista freelance Lorenzo D’Agostino:

    SOLIDARIETÀ CON AHMAD SALEM

    Si descrive Youssef Siher come agente di guerra ibrida per conto di Hamas o Hezbollah, mentre non si considera la miriade di attacchi di guerra cognitiva e manipolazione del consenso democratico da parte di Israele.

    Allo stesso modo, se un assassino con doppia cittadinanza italo-israeliana può commettere crimini di guerra in Palestina, figuriamoci se non potrà conservare i filmati degli stessi nel suo smartphone.

    Se invece sei un ragazzo palestinese il trattamento sarà molto diverso: Ahmad Salem è stato condannato in primo grado a 4 anni di carcere per la presenza sul suo telefono di video (di dominio pubblico) della resistenza palestinese e per avere invitato alla mobilitazione per Gaza.

    Ne parliamo con Hajar, compagna di GPI (Giovani Palestinesi d’Italia):

    IL SIGNIFICATO DEL CASO MARFIN

    Torniamo a parlare del “caso Marfin”, la riapertura delle indagini sulla tragica morte di tre dipendenti della Marfin Bank in seguito all’incendio della filiale all’interno della quale erano stati chiusi dal loro datore di lavoro durante un corteo nel 2010 ad Atene.
    Tre anarchici sono ora in carcere in base a prove “aumentate” con intelligenze artificiale e analisi biometriche.

    Che funzione ha su un piano di propaganda pre-elettorale la riapertura di questo caso?

    Qual è il livello di interesse/attenzione all’interno dei movimenti greci attorno a questi temi?

    La difesa sta sviluppando strumenti per interferire con questa asimmetria di potere (tecnologico)?


    Grazie al contributo di una compagna in Grecia, abbiamo rivolto queste domande all’assemblea che si occupa della solidarietà con le persone imputate:

    Contatto assemblea Caso Marfin: [email protected]

    / / / Qui potete trovare in forma più estesa le riposte dell’asseblea

    USA: ELEZIONI DI MIDTERM, MACCHINE PER IL VOTO E RISPOSTE DI GOOGLE AI

    In conclusione, oltre all’anticipazione di alcuni argomenti che tratteremo nella prossima puntata, ci soffermiamo su un paio di notizie che arrivano dagli USA.

    In vista delle elezioni di midterm, il DHS avrebbe chiesto all’agenzia che si occupa della sicurezza informatica delle macchine per le votazioni di testarne la manipolabilità.
    / / Link all’articolo di ProPublica

    I chatbot si confermano essere uno strumento di guerra cognitiva: Google AI non accetta la vittoria di Biden nel 2020.

    5 min
  • Incertezza elettorale in Israele?

    I dati delle ultime elezioni in Israele, che si son concluse lo scorso 29 ottobre, lasciano un clima di incertezza.

    Il blocco Netanyahu ha raggiunto 53 seggi, quello diEisenkot 48 seggi e i partiti arabi 19 seggi– valore mai raggiunto nelle elezioni precedenti. Tuttavia, in assenza di una maggioranza di almeno 61 su i 120 seggi della Knesset, non è chiaro chi governerà effettivamente.

    La paura di Netanyahu riguardo un presunto accordo tra l’opposizione ha scatenato una campagna di screditazione dei partiti arabi per cui è partita un’indagine dallo Shinbet.

    Ma c’è veramente un alleanza tra Eisenkot e i partiti arabi? Oppure si tratta di una strategia per delegittimare i risultati?

    Quali sono gli elementi che hanno caratterizzato le campagne dei diversi blocchi?

    Cosa potrebbe comportare un cambio di governo per i cittadini palestinesi e per la politica regionale in Iran e Cisgiordania?

    Ne parliamo con Eliana Riva, giornalista del Manifesto e Pagine Esteri.

    0 min
  • Quel Che Resta Della Notte – 18/10/2026@0

    con: Umbrafono, Upperground Orchestra, Holy Tongue, Can, Senyawa, Pandelindio, Eternal Zio, Sacre Stanze, Milkweed

    con: Hayward & Dalek, Coil, The Electric Weasel Ensemble, Herbie Hancock, Pauline Anne Strom, Rainbow Island, Broadcast

    1 hr 27 min
  • Quel Che Resta Della Notte – 18/10/2026@1

    con: Umbrafono, Upperground Orchestra, Holy Tongue, Can, Senyawa, Pandelindio, Eternal Zio, Sacre Stanze, Milkweed

    con: Hayward & Dalek, Coil, The Electric Weasel Ensemble, Herbie Hancock, Pauline Anne Strom, Rainbow Island, Broadcast

    1 hr 37 min
  • “Il B(l)ekkino”- Puntata N°18 (03/11/2026)- La Saga delle Sette Radiofoniche Note Capitolo 5

    “Talk Radio”

    Scaletta:

    -“We Know Where You Live”- Stewart Copeland (“Talk Radio Original Motion Picture Soundtrack”; 1988);

    -“Take It or Leave It”- Madness (“Absolutely”; 1980);

    -“Drugs”- Talking Heads (“Fear of Music”; 1979);

    -“Dachau Blues”- Captain Beefheart & his Magic Band (“Trout Mask Replica”; 1969);

    -“Arbeit macht frei”- Area (“Arbeit macht frei”; 1973);

    -“Dead Rat”- Invasives (“Dead Rat”; 2019);

    -“Il divorzio”- Gatto Ciliegia contro Il Grande Freddo (“Superotto”; 2020);

    -“Disco Inferno”- The Trammps (“Disco Inferno”; 1976);

    -“Discipline”- King Crimson (“Discipline”; 1981);

    -“Stop That Rope”- Marc Rebillet (“Marc Rebillet”; 2014);

    -“Peace Sells”- Megadeth (“Peace Sells… but Who’s Buying?”; 1986);

    -“Guilty of Everything”- Nothing (“Guilty of Everythig”; 2014);

    -“Telephone and Rubber Band”- Penguin Cafe Orchestra (“Penguin Cafe Orchestra”; 1981; registrato tra il 1977 e il 1980)

    1 hr 9 min

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