È morto a 89 anni Robert Redford, attore e regista che ha saputo trasformare il proprio divismo in una narrazione collettiva: una parabola che dal mito hollywoodiano conduce al cinema politico, fino all’invenzione di un nuovo spazio per l’indipendente.
Dagli anti-eroi di Butch Cassidy e La stangata ai film politici come Tutti gli uomini del presidente, Redford ha incarnato un divismo fragile e complesso.
Accanto a Jane Fonda, Barbra Streisand e Meryl Streep ha costruito coppie memorabili, capaci di riflettere le trasformazioni della società americana. Con il Sundance Film Festival ha ridefinito i confini del cinema indipendente.
Il suo immaginario, luminoso e contraddittorio, continua a parlare di verità, desiderio e malinconia.