Da Cipro all’Oceano Indiano; un intero quadrante del mondo gettato nel caos dall’aggressione militare Usa – Israele contro l’Iran, partita sabato 28 febbraio 2026.
Con il passare delle ore, emerge chiaramente come non vi sia nessuna strategia complessiva (nemmeno di ridisegno imperialista in senso classico) a Washington e Tel Aviv, se non uno sfoggio brutale e gangsteristico di potenza militare. Obiettivo: generare caos incontrollato e indiscriminato, in modo da poter incassare – tra le macerie – i propri dividendi politici, strategici e anche economici.
Per Netanyahu in ballo c’è, come sempre, la sopravvivenza politica, inseguendo il sogno colonico della Grande Israele, dall’Egitto all’Arabia Saudita, dalla Giordania all’Iraq.
Per Trump, invece, l’accelerazione bellicista serve soprattutto a piegare la bilancia commerciale Usa a proprio favore, con il boom dei prezzi energetici, da fare pagare ai Paesi Ue, non a caso tenuti fuori dalla porta dell’attacco, senza alcuna comunicazione preventiva.
Al riguardo sono già centinaia le petroliere e navi che trasportano idrocarburi bloccate nello Stretto di Hormuz. Chiusa, per gli attacchi iraniani, la raffineria di petrolio di Ras Tanura, in Arabia Saudita, una delle più grandi del Medio Oriente, con una capacità di 550.000 barili al giorno. Raid anche su 2 impianti energetici in Qatar e su una petroliera al largo dell’Oman (morto un marittimo). L’Opec+ aumenta la produzione (206mila barili al giorno ad aprile), ma la speculazione corre più veloce: il petrolio con il Brent viaggia sugli 80 dollari al barile, il gas (ad Amsterdam) sopra i 40 euro al Mwh/ora.
L’intervista ad Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea al dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. Ascolta o scarica
L’intervento di Marco Bersani, coalizione Stop ReArm Europe e fondatore di Attac Italia. Ascolta o scarica.
La cronaca sul terreno intanto rischia di dare le vertigini: l’intera regione è in fiamme, a partire dall’Iran, con altre decine di vittime. Il totale, da sabato, è per la Mezzaluna Rossa di almeno 555 morti, comprese 148 studentesse ammazzate da un raid israelo-Usa in una scuola a Minab.
Intanto il Capo dell’agenzia per l’energia atomica Rafael Grossi ha lanciato l’allarme su una “possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze” in seguito agli attacchi Usa-Israele sui siti nucleari iraniani, mentre l’Oms denuncia i raid sull’ospedale Gandhi di Teheran, danneggiato durante i bombardamenti. “Le strutture sanitarie sono protette dal diritto internazionale umanitario”, ricorda il direttore Oms, Ghebreyesus.
Tace su queste accuse Trump, che invece rilancia in ordine sparso: “48 leader iraniani sono stati uccisi in un colpo solo. Gli attacchi andranno avanti un mese”, mentre partiranno “colloqui con la nuova leadership iraniana su loro richiesta”. Trattativa smentita però dal capo della sicurezza iraniana Larijani, uno degli falchi del regime degli ayatollah: l’Iran “non negozierà e nominerà la nuova Guida Suprema in 1-2 giorni”.
Fuori dall’Iran solo oggi esplosioni a Gerusalemme, Tel Aviv, Dubai, Abu Dhabi, Doha, Erbil e pure Cipro, con un drone finito sulla pista d’atterraggio della base britannica di Akrotiri. Un morto in Bahrein per gli attacchi iraniani. 3 F-15 Usa abbattuti in Kuwait dalla contraerea “amica”, con 6 piloti recuperati a terra, feriti ma non in condizioni serie. Nelle scorse 24 ore, invece, 3 soldati Usa morti e 5 feriti negli attacchi. Dentro Israele, invece, 9 morti e numerosi feriti per un amissile iraniano che ha sfondato la contraerea colpendo un insediamento colonico.
L’attacco all’Iran riverbera i propri effetti anche sulla già drammatica situazione del vicino Oriente, sulle rive del Mediterraneo. Strage di civili in Libano per mano israeliana; 31 morti e 150 feriti, dopo alcuni razzi di Hebzollah partiti a seguito dell’omicidio di Khamenei. “L’operazione continuerà a lungo”, dice Tel Aviv. Decine di migliaia di persone in fuga dal sud del Libano e dai quartieri meridionali di Beirut, con il rischio concreto di nuova invasione militare di Israele, che dal canto proprio non esclude di “avere ucciso in uno dei raid”, Naim Qassem, leader di Hezbollah dall’ottobre 2024, a seguito dell’omicidio del precedente numero uno del movimento sciita libanese, Hassan Nasrallah..
Da Beirut, Libano, la corrispondenza con Mauro Pompili, giornalista freelance e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
Dal Libano alla Palestina: in Cisgiordania 5 feriti per le incursioni militari israeliane attorno a Nablus e a Qalandia. 2 morti per i raid israeliani invece a Jabalia, nord di Gaza, dove tutti i valichi di accesso restano chiusi, ha detto il Cogat, l’ente del ministero della Difesa israeliano, che non comunica alcuna data per la riapertura, anche per i funzionari internazionali. Da sabato a oggi dentro la Striscia i prezzi dei generi alimentari sono raddoppiati nei mercati locali. Le persone fanno scorte, mentre le Nazioni Unite denunciano che già a febbraio le razioni umanitarie erano state dimezzate “perché non ci sono forniture sufficienti”.
Sulla Palestina l’aggiornamento con il giornalista Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto, direttore di Pagine Esteri e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
Infine l’Italia. Bloccato a Dubai dopo l’attacco all’Iran, il ministro della Difesa Crosetto rientra in Italia con un aereo militare. Il M5s presenta un’interrogazione e chiede le dimissioni immediate, sostenendo che ‘è legittimo chiedersi quale sia stato il livello di informazione preventiva del governo’. Bloccato a Dubai anche il questore di Roma Massucci, assieme a migliaia di cittadini italiani, turisti e lavoratori. Tajani annuncia una Task Force Golfo per assisterlo…telefonicamente. Lo stesso vicepremier insieme a Crosetto riferiranno oggi, lunedì 2 marzo, in Senato, a Roma.
A Milano invece domani, martedì 3 marzo, presidio in via Turati (ore 18) del Collettivo Together for Iran “contro il regime degli ayatollah e contro la guerra israelo-Usa, che – come tutte le guerre – colpisce anche milioni di donne, uomini e bambini, il loro futuro e il loro diritto all’autodeterminazione. Donna, Vita, Libertà”.