Arresti, espropri forzati e violenze sistematiche: è questa la quotidianità che coloni e forze di occupazione israeliane continuano a imporre ai/alle palestinesi che vivono in Cisgiordania Occupata.
Solo nelle ultime 24 ore, i coloni israeliani – sostenuti dalle forze di occupazione – hanno compiuto nuovi attacchi in diverse zone a sud della West Bank, tra cui l’assalto a una casa a Masafer Yatta e l’uccisione di bestiame nel villaggio di Kisan a est di Betlemme. Non si distinguono i raid dei coloni dalle azioni delle forze militari israeliane, che oggi hanno continuato la loro aggressione contro il campo profughi di Qalandiya e la città di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme occupata. Si contano diversi feriti, arresti e demolizioni.
In questo quadro, a morire dopo una settimana di stenti, a 33 anni, è anche un operaio palestinese della città di Bidya, a ovest di Salfit, colpito da un proiettile mentre andava a lavoro. A non suscitare compassione neppure la famiglia palestinese Sabarna, il cui figlio è stato ucciso circa un mese fa: oggi le forze israeliane hanno emesso un ordine di demolizione della loro casa, nella città di Beit Ummar, a nord di Hebron. Le truppe occupanti hanno preso d’assalto la città, fatto irruzione nella casa e consegnato un ordine di demolizione, dando loro 72 ore per andarsene.
Nuove violenze, demolizioni e sgomberi forzati che arrivano a poche ore dal via libera di Netanyahu ad altri 19 insediamenti coloniali illegali in West Bank, in particolare nel nord evacuato nel 2005. Oggi un nuovo annuncio: 1.200 appartamenti coloniali alle porte della città palestinese di El Bireh.
Alla luce di tutto ciò, l’Associazione dei Palestinesi in Italia ha diramato oggi un nuovo comunicato in cui denuncia apertamente la “pericolosa escalation di violenze sistematiche perpetrate dalle forze di occupazione israeliane e dai coloni contro la popolazione palestinese” e di una violenza divenuta quotidiana per i/le palestinesi della Cisgiordania poiché “sostenuta pienamente dal governo Netanyahu attraverso la protezione dei coloni, l’espansione delle colonie esistenti e la creazione di nuovi insediamenti”.
Ai nostri microfoni, l’aggiornamento e l’analisi di Mohammed dell’API- Associazione dei Palestinesi in Italia Ascolta e scarica
Un piano di espansione coloniale, quello in corso in Cisgiordania Occupata che sembra voler stringere nella morsa anche Gaza, dove continua il genocidio. “Reinsedieremo al tempo giusto il nord di Gaza con pioneri”, ossia coloni. Così il ministro israeliano della Difesa, subito dopo i raid aerei di stamattina su Deir al-Balah e Khan Younis, nel sud della Striscia.
Nelle ultime 24 ore, sono cinque i palestinesi uccisi dalla mano israeliana, tre i feriti.
Dall’accordo di cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025, Israele ha ucciso 406 palestinesi, facendo salire i numeri del genocidio a Gaza a 71mila vittime:
71mila persone ammazzate da Israele, la maggior parte delle quali sono donne e bambini.