“Sopralluogo tecnico” ieri mattina, a Milano, nel Centro Sociale Cantiere di via Monte Rosa 84. L’intervento, delegato dell’autorità giudiziaria alla stazione Porta Magenta, è iniziato alle 8 ed terminato in un’ora.
Il Cantiere dal 2001 è nello spazio liberato della sede del Derby Club, storico locale di Milano chiuso nel 1985. A marzo 2024, però, l’edificio è stato venduto per 1,8 milioni di euro. Il compratore è la società immobiliare Monterosa84 srl, posseduta da Futura srl, Immobiliare La Rocca srl e Murè Holding. Quest’ultima, in particolare, già sotto inchiesta della Procura di Milano per presunti abusi edilizi nella realizzazione del progetto di viale Papiniano 48, ad oggi sotto sequestro.
“La proprietà è riuscita sostanzialmente ad ottenere un accesso un accesso tecnico che però sostanzialmente si è concluso molto male per loro, innanzitutto nel senso che noi siamo dentro i loro fuori e questo è importante elemento, ma soprattutto se un controllo delle proporzioni, dell’accuratezza, della capillarità come quello che è stato messo in campo ieri non si conclude con nessun tipo di urgenza di messa in sicurezza o di sequestro, di sigillo o quant’altro, evidentemente è perché che non sussiste nessun motivo imminente di pericolo né per le persone che abitano il cantiere né tantomeno per quelle che vi stanno intorno” ha commentato ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica.
Di seguito il comunicato diffuso dal Centro Sociale Cantiere:
“CANTIERE, ASSET CRITICO E SPAZIO SICURO.
Siamo un asset critico.
Per gli speculatori immobiliari della città questo significa: un edificio da cui estrarre grandi margini di profitto perché acquisito a basso prezzo e con ‘criticità’ da risolvere.
La nostra criticità? Il nostro valore politico e sociale è più alto di quello economico.
Critico, perché ci muove il desiderio.
Critico, perché dal 2001 siamo sempre in movimento.
Critico, perché da 25 anni ci prendiamo cura della Palazzina liberty che ha ospitato prima il Derby Club e ora il Cantiere.
Siamo un asset critico perché quando “qualcuno” ci ha chiesto quanto volessimo per andarcene, abbiamo risposto una casaper ogni nucleo in stato di emergenza abitativa.
leri il Cantiere è stato sottoposto a un accertamento tecnico che non ha comportato la necessità di provvedimenti urgenti e immediati.
Dopo 25 anni di autorecupero e autogestione, non abbiamo dubbi che il Cantiere sia uno spazio sicuro sia per chi lo attraversa, sia per chi gli sta vicino.
Continuiamo a preservare la storia del Derby Club e il presente del Cantiere.
Non solo uno spazio safer dove chiunque può tessere lotte, legami e comunità liber dalla violenza sessista, razzista e classista, ma anche, molto materialmente, un luogo sicuro.