Prosegue anche oggi, 2 luglio 2025 il genocidio per mano israeliana in Palestina: sono già oltre 14 i palestinesi uccisi dagli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. I raid israeliani hanno colpito di nuovo le tende degli sfollati nel campo profughi di Al-Mawasi, nell’area centrale della Striscia. Bombe anche su Gaza city e sull’ospedale dei martiri di Al-Aqsa a Deir el Balah. Anche ieri nella Striscia di Gaza si sono susseguiti una serie di massacri commessi dalle forze di occupazione con circa 100 persone uccise dal fuoco e dagli attacchi aerei israeliani. Dal 7 ottobre 2023 l’esercito israeliano ha ucciso almeno 56.647 palestinesi nella Striscia, mentre il numero dei feriti è di 134.105.
Militari e coloni israeliani scatenati anche in Cisgiordania. Le forze di occupazione israeliane hanno sparato e ferito un giovane e hanno aggredito un bambino, una giovane donna e un ragazzo durante un’incursione ieri sera nella città di Sebastia, a nord-ovest di Nablus. Demolita poi una casa nella città di Ni’lin, a ovest di Ramallah. Coloni armati, inoltre, hanno attaccato alcune case di palestinesi nel villaggio di Susiya, nell’area di Masafer Yatta, a sud di Hebron.
Altri coloni hanno preso d’assalto il complesso della Moschea di Al-Aqsa, nella Gerusalemme occupata, come sempre difesi dalla polizia israeliana. Sono più di 40mila le persone sfollate con la forza, tagliate fuori dalle loro case e con un accesso molto limitato ai servizi di base e all’assistenza sanitaria in West Bank dopo cinque mesi di operazione militare israeliana “Muro di ferro”.
Sul lato diplomatico secondo Trump “Israele ha accettato le condizioni per un cessate il fuoco di 60 giorni, durante il quale lavoreremo con tutte le parti per porre fine alla guerra”. Lo annuncia il presidente Usa sul suo social network. “Qatarioti ed egiziani, che hanno lavorato duramente per contribuire a portare la pace, presenteranno questa proposta finale ad Hamas”, aggiunge Trump che poi conclude: “spero, per il bene del Medio Oriente, che Hamas accetti questo accordo, perché la situazione non migliorerà, ma peggiorerà”.
Il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar ha confermato che “gran parte del governo e della popolazione è favorevole” perchè, dice, “se c’è l’opportunità di liberare gli ostaggi, bisogna coglierla”. Un funzionario di Hamas, Taher al-Nunu, ha dichiarato che il gruppo è “pronto e intenzionato a raggiungere un accordo”, ma solo nel caso che “porti chiaramente alla fine completa della guerra”. La stampa israeliana riferisce che i due ministri di riferimento della destra colonica Ben Gvir e Smotrich si sono già sentiti per costituire “un fronte comune per affossare l’accordo”. La dicono lunga, sulla cosiddetta “pace” che hanno in mente Usa e Israele, anche le parole pronunciate dal ministro della Giustizia di Tel Aviv Yariv Levin. Incontrando il leader dei coloni Yossi Dagan, Levin ha dichiarato che “è ora di annettere la Cisgiordania”.
Il commento ai microfoni di Radio Onda d’Urto di Michele Giorgio, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto, direttore di Pagine Esteri e nostro collaboratore.Ascolta o scarica