L’università che denuncia i propri studenti. Ha dell’incredibile ma è quanto è avvenuto a Bologna nei giorni scorsi all’università di Bologna che ha gettato 9 student3 nel tunnel di un procedimento giudiziario a dir poco fantasioso: “Occupazione per trarne altrimenti profitto”. “Si tratta di un’auletta da tempo in disuso e impolverata – tiene a precisare, ai microfoni di Radio Onda d’Urto Michele di Cambiare Rotta incatenato in una stanza del rettorato. Sarà difficile che Giovanni Molari che alcuni, nei corridoi dell’università ormai chiama “Magnifico Trattore”dati i suoi studi accademici vda a sentire di persona le ragioni degli studenti e in primo luogo quelli che cercano spazi di socialità e di scambio di idee politiche nel quadro di una repressione che si fa sempre più asfissiante. “Io non vado a parlare con chi occupa “ ha Recentemente dichiarato il rettore in un’intervista . Venerdì 30 alle 17 gli studenti di cambiare rotta parleranno con chiunque voglia ascoltarli e racconteranno di tutte le contraddizioni del sistema universitario a partire dalle molestie sessuali all’ordine del giorno agli scambi accademici col sistema della ricerca israeliana ed è legami pericolosi delle relazioni pericolose con la fabbrica di armi (e di morte) Leonardo SPA . Nasce proprio da una recente contestazione degli studenti di cambiare rotta all’interno di un convegno sponsorizzato proprio da Leonardo questa ondata repressiva all’interno dell’ateneo bolognese E forse è proprio dal Fatto che l’azione sia stata resa possibile grazie alla conquista di uno spazio di agibilità e di vita vissuta all’interno dell’ateneo proprio con l’aula autogestita . Ascolta o scarica
Qui di seguito l’appello degli studenti a tutti i cittadini antifascisti e consapevoli che ormai ci troviamo a combattere anche un “fronte interno”:
APPELLO ALLA CITTADINANZA PER IL RITIRO IMMEDIATO DI TUTTE LE DENUNCE AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI STUDENTESCHE UNIBO E CNSU COLPEVOLI DI AVER LOTTATO PER UNA NUOVA UNIVERSITÀ: FIRMA QUI
Siamo gli Studenti che l’Università di Bologna ha deciso di denunciare.
Siamo gli studenti candidati alle elezioni studentesche del CNSU e dell’Unibo con Cambiare Rotta. Siamo gli studenti che hanno colto la sfida delle elezioni studentesche per cambiare l’università e conquistare un futuro, invertendo la rotta della rappresentanza per come è stata esercitata finora, ossia piegata agli interessi della governance e carrieristica, pesando sulla pelle dei diritti degli studenti.
Siamo gli studenti che ogni giorno lottano nelle aule e nei dipartimenti dell’università contro il modello universitario che i governi degli ultimi trent’anni, da sinistra a destra, hanno costruito, che vede come priorità assoluta l’adeguamento alle necessità del mercato, votato al profitto e al tornaconto economico attraverso il riarmo, gli accordi bellici e con le aziende private.
Siamo gli studenti che negli ultimi anni si sono mobilitati per il diritto allo studio con le tendate contro il caro affitti e il carovita e per una mensa gratuita, ottenendo un incontro pubblico con Ergo e Unibo.
Siamo gli studenti che si sono mobilitati contro il riarmo, la militarizzazione delle università, il genocidio in Palestina e la complicità dell’occidente tutto. Siamo gli studenti che hanno lottato contro il ddl 1660 (ora nuovo DL Sicurezza), aprendo spazi di dibattito altrimenti inesistenti in Università.
Siamo gli studenti che si sono mobilitati contro molestie e violenze in università, che rappresentano un ricatto e una minaccia per tutti quegli studenti e lavoratori precari che per mantenere il proprio posto sono costretti ad accettare trattamenti svilenti e denigratori, come successo per anni nel dipartimento Bigea dell’Unibo.
Siamo gli studenti che hanno chiesto conto dei tagli all’Università (dal Rettore chiamati “risparmi”) in quanto tagli al nostro futuro, con tagli ai corsi, alla didattica, al personale, alla ricerca… Lo abbiamo fatto andandolo a trovare di persona negli incontri con i Dipartimenti, a cui nessun’altra lista ha pensato di invitare la componente studentesca, oltre ad un paio di rappresentanti, se andava bene.
Siamo gli studenti che negli ultimi mesi hanno restituito alla comunità studentesca uno spazio lasciato all’incuria dall’Università, nella giornata del 25 npvembre contro la violenza sulle donne. Uno spazio intitolato a Shadia Abu Gazaleh, una militante e attivista palestinese che è per noi oggi un esempio importantissimo di emancipazione femminile e di lotta contro la violenza e l’oppressione sistemica.
Lo abbiamo fatto perché crediamo che l’Università non debba essere solo un posto in cui entrare per dare esami, laurearsi e poi andarsene. Lo abbiamo fatto perché sappiamo quanto è centrale l’Università nella società, nel suo ruolo nel tessuto produttivo (come testimonia l’utilizzo della ricerca oggi) ma anche per quanto riguarda una vera e propria guerra ideologica dall’alto, per cui ci hanno fatto credere che “There’s no other way”, che questo è il migliore dei mondi possibili, e che ribaltarlo è impensabile. Ebbene noi invece pensiamo esattamente il contrario: per cambiare la società, serve anche cambiare l’Università, per conquistarci un futuro.
È con questo spirito che abbiamo intrapreso la sfida della rappresentanza, per restituirla agli studenti come megafono delle lotte e aprire sempre di più la loro partecipazione alla politica universitaria, e non rinchiudersi negli organi d’Ateneo.
Tuttavia, a sei giorni dalle elezioni dei rappresentanti di Unibo e del CNSU, abbiamo ricevuto dieci avvisi di inizio indagine provenienti direttamente dall’Università di Bologna, a dimostrazione che in Unibo, come in città e nel paese tutto, stiamo vivendo un vero e proprio allarme democrazia di chiusura degli spazi di agibilità politica. Un elefante nella stanza che non si può più ignorare, al di là delle proclamazioni di pluralismo e progressismo del prorettore agli studenti Condello e del rettore Molari.
Proprio in questi giorni, mentre per regolamento l’università dovrebbe garantire i suoi spazi per fare campagna elettorale nei 15 giorni prima delle elezioni, ci siamo trovati a far fronte ad una gestione indecente da parte dell’università: dalle aule e gli interi plessi negati per le iniziative politiche, come successo a Palazzo Hercolani, ai bandi equivoci e i form che non vengono pubblicati. Questo, per non parlare di tutto il resto: schedature per strada, alla fermata dell’autobus, fin sotto casa… polizia e digos direttamente nei corridoi dei nostri Dipartimenti, come successo un mese fa in quello di Matematica. Questo ci dimostra che le elezioni in università sono totalmente disincentivate dalla govervance e rappresentano una vera e propria farsa – non è un caso che l’afflusso alle urne sia stato dell’11% alle scorse elezioni – perché sono state totalmente private del loro significato politico e utilizzate dalle liste di centrosinistra per i propri tornaconti carrieristici e di curriculum.
Non ci stupisce che le denunce e le identificazioni a tappeto arrivino ai candidati dell’unica lista che si pone come obiettivo primario quello di cambiare l’università per conquistare un futuro dignitoso, e che si attiva quotidianamente per accrescere la partecipazione studentesca ai processi democratici e ai momenti di discussione e decisione. Unibo, Molari e Condello trattano gli studenti che si organizzano e mobilitano come un problema di ordine pubblico, e non come un fatto politico che dimostra come dentro l’università esista una buona fetta di studenti sinceramente determinata a cambiarla.
Inoltre, non possiamo che porci in continuità con il lavoro iniziato dagli studenti dell’OSA nelle scuole, che di fronte agli attacchi, alle denunce e alle sanzioni disciplinari per l’occupazione del Liceo Minghetti contro la scuola di Valditara, il riarmo, il genocidio e il DL sicurezza, hanno deciso di costruire un appello alla solidarietà per la cittadinanza e di incatenarsi davanti alla prefettura dopo il riuscitissimo sciopero nazionale del 4 aprile, che ha ricompattato i diversi pezzi del mondo della formazione ed è riuscito a denunciare lo stato di vero e proprio allarme rosso nelle scuole e nelle università. La risposta ricevuta in seguito all’incatenamento di un militante dell’OSA colpito dalla repressione e di un militante di Potere al Popolo, da sempre complice e solidale con gli studenti che lottano contro lo stato di cose presenti, impegnato nella difesa dei diritti sociali e nella battaglia contro il riarmo, è stata lo sgombero violento e indiscriminato alle prime luci dell’alba.
Da sempre ci organizziamo per combattere il clima di criminalizzazione del dissenso politico e a questi continui attacchi rispondiamo continuando a farlo, a partire dal costruire una rappresentanza di rottura e d’alternativa, che sappia aprire gli spazi di democrazia in Atene a tutta la comunità studentesca. Molari e Condello, inutile parlare di pluralismo, mentre in UniBo c’è un problema di democrazia!
La lista di Cambiare Rotta si pone come una lista di lotta, che vuole essere di rottura, conflittuale e megafono delle lotte. Votare per Cambiare Rotta significa votare contro la repressione e la chiusura degli spazi di democrazia nel paese e in università, portati attivamente avanti dalla governance d’Ateneo.
Firma e condividi l’appello per il ritiro immediato di tutte le dieci denunce fatte dall’Università di Bologna contro i candidati all’Unibo e al CNSU nella lista di Cambiare Rotta che lottano per cambiare l’università e conquistare un futuro!