Continua la strage di lavoratori, lavoratrici e anche studenti e studentesse. A Venezia, sabato 17 maggio è morta su un catamarano turistico Anna Chiti, 17enne trevigiana che frequentava il Liceo navale lagunare.
La giovane, secondo i famigliari, si trova sul mezzo lungo una dozzina di metri “come traduttrice, dall’inglese, non con compiti marinareschi”.
Le informazioni diffuse subito dopo la morte che parlavano di “primo giorno di lavoro” restano inoltre ancora tutta da capire, visto che dalle risultanze iniziali dell’indagine pare che la giovane avesse solo un…accordo verbale, senza un vero contratto, con alcuni dei gestori dell’imbarcazione, su cui si stava tenendo una festa con alcuni turisti.
Da capire quindi cosa sia accaduto davvero nell’ennesimo omicidio di e sul lavoro.
Secondo le prime informazioni la 17enne sarebbe rimasta agganciata a una fune e trascinata in acqua. Pochi istanti dopo ha sbattuto contro l’elica del motore, rimanendo bloccata sott’acqua. L’allarme è stato lanciato da alcuni passanti, che hanno notato la scena e chiamato i soccorsi.
I Vigili del Fuoco, dopo aver individuato la ragazza, l’hanno liberata tagliando la cima che la teneva intrappolata. I sanitari del Suem hanno tentato per lunghi minuti di rianimarla, ma ogni sforzo è stato vano: la ragazza era già in arresto cardiaco.
A provocare la morte sarebbe stato un trauma cranico, probabilmente dovuto all’urto contro l’elica.
Per la Rete degli Studenti Medi quello della studentessa trevigiana “non è un caso isolato, ma l’ennesimo episodio di una strage silenziosa che colpisce lavoratori e lavoratrici in tutta Italia”. Ricordano quindi che “nel 2024, secondo i dati del Centro Studi Cub, sono stati registrati 1.482 decessi sul lavoro, con una media di oltre 4 morti al giorno, segnando un aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre 2025 c’è stata poi una drammatica crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 210 le vittime complessive, con un aumento del +9,9% rispetto al 2024”.
Su Radio Onda d’Urto Viola Carollo, coordinatrice regionale in Veneto della Rete degli Studenti Medi. Ascolta o scarica