700 Comuni al voto, tra cui 18 capoluoghi di provincia: affluenza flop. A livello nazionale 60%, 5 punti in meno, mentre nel Bresciano il tonfo è più che doppio: si è passati da quasi il 69% a poco più del 57%, 11 punti e mezzo in meno di partecipazioni. Tra chi ha votato cambia poco rispetto a 5 anni fa; il centrodestra riconquista come da previsione e a valanga Reggio Calabria mentre perde Pistoia, andata al centrosinistra, che incassa al primo turno anche Enna e Avellino, prima civici. Per il resto, sempre al primo turno, si conferma il centrosinistra ad Andria, Mantova, Prato; il centrodestra invece prende Crotone ai civici e conferma Venezia, piazza scelta dal campo largo per cercare la spallata nazionale all’esecutivo. Qui però l’assessore uscente al turismo, Venturini, ha ottenuto il 51%, trainato dal risultato della sua civica personale (da sola oltre il doppio dei partiti di centrodestra). Venturini ha sfondato a Mestre e terraferma di Mestre, mentre nel centro storico lagunare effimera vittoria del centrosinistra del candidato Martella.
Sul voto più significativo a livello nazionale, proprio quello di Venezia, abbiamo chiesto un commento a Beppe Caccia di Mediterranea Saving Humans, compagno bresciano che vive a Venezia dove è stato per 17 anni in Consiglio comunale, di cui 5 da assessore ai servizi sociali: “Questa vittoria di Venturini a me non sorprende se leggiamo la storia degli ultimi 11 anni e se riusciamo a comprendere cosa è stato e che cos’è il sistema di potere, forse è meglio dire il metodo di governo, il modello di governance urbana costruito in questi 11 anni intorno alla figura di Luigi Brugnaro. La lettura che ne viene fuori sembra per certi aspetti quella di uno schema thatcheriano, uno schema neoliberista delle origini in purezza: la società non esiste, non esiste una comunità, esistono gli individui; e il messaggio a questi individui è: “arricchiamoci”, finchè si può.” L’analisi del risultato elettorale a Venezia di Beppe Caccia Ascolta o scarica
Ancora elezioni: 6 capoluoghi al ballottaggio. Sono Agrigento, Arezzo, Lecco e Macerata, dove avanti c’è il centrodestra, mentre il centrosinistra è in testa a Trani e Chieti. Fuori dai blocchi De Luca, che torna sindaco a Salerno; il centrista Basile di Sud Chiama Nord a Messina e a Fermo, nelle Marche, il civico Scarfini, sostenuto anche da FI ma senza simbolo; contro aveva Fdi, Lega e centrosinistra.
Allargando lo sguardo a tutti i 118 Comuni sopra i 15mila abitanti al voto, secondo Youtrend il centrosinistra ha vinto al primo turno in 37 comuni a fronte di 59 sindaci uscenti e il centrodestra in 25 a fronte di 42 uscenti, mentre in 15 comuni hanno vinto candidati civici (erano 17 nella precedente tornata). Rimangono da assegnare 41 comuni, nei quali il sindaco si deciderà ai ballottaggi del 7-8 giugno.
Tra questi nessun Comune del Bresciano, dove il centrodestra ora a trazione Fdi incassa 6 Comuni su 10, da Rovato a Lonato. L’unico cambio è a Corte Franca, dove torna il centrodestra, divisosi 5 anni fa, con conseguente vittoria – effimera – del centrosinistra. A Travagliato invece il sindaco uscente, Pasinetti, della Lega, batte FI e Fdi. Roncadelle, infine, resta al centrosinistra, al pari di Cellatica.