Nel Palazzo della Regione in Piazza Unità d’Italia a Trieste si apre l'iniziativa “Un tesoro sconosciuto in un palazzo da scoprire”, per un mese, fino al 9 gennaio 2022, uno dei capolavori conservati nelle collezioni della regione verrà esposto gratuitamente al pubblico. Apertura tutti i giorni dalle 10 alle 18, chiuso tranne sabato 25 dicembre.
Il progetto è nato nel 2018 con la presentazione della Madonna con bambino di Bernardino Luini proveniente dal Museo Diocesano di Udine, cui ha fatto seguito nel 2019 l’opera l’Adorazione dei Magi di George Lallemand della Collezione dei Civici Musei di storia e arte di Trieste. L’anno scorso, a causa dalle necessarie limitazioni dovute dell’emergenza sanitaria, all’esposizione in loco si è sostituita la presentazione in un grande schermo dell’opera La madonna col bambino di Padovanino del Museo Civico di Pordenone.
L’opera scelta dalla Commissione tra quelle presentate negli anni scorsi dai Comuni, presieduta dalla Soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Simonetta Bonomi, e composta dai Presidenti della Fondazione CRTrieste, Tiziana Benussi, della Fondazione CariGo, Alberto Bergamin, e della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, per questa quarta edizione è la Madonna con Bambino di Cima da Conegliano, uno dei maggiori esponenti della scuola veneta del Quattrocento. L’opera, abitualmente conservata presso il Museo Civico di Gemona, sarà accolta nell’atrio del Palazzo eccezionalmente aperto al pubblico dal 9 dicembre al 9 gennaio.
Qui un approfondimento sulla storia del quadro e del suo autore con Guido Comis dell'ERPAC, direttore del servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio:
Grazie alla collaborazione con il FAI regionale e con il Comune di Gemona, sarà possibile scaricare tramite un QR Code la presentazione dell’opera raccontata da un giovane volontario del FAI. L’iniziativa, che ha l’obiettivo di riportare all’attenzione del pubblico opere di grande pregio sul tema della Natività, è nata per iniziativa della Presidenza e dell’Assessorato alla Cultura e allo Sport della Regione Friuli Venezia Giulia e si avvale della collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, delle Fondazioni CRTrieste, Cassa di Risparmio di Gorizia, e Fondazione Friuli di Udine e del contributo organizzativo di ERPAC.
APPROFONDIMENTO
La Madonna con bambino presentata quest’anno giunse a Gemona del Friuli intorno al 1496-1498, probabilmente attraverso i frati minori osservanti che presero possesso della chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie e dell’annesso convento.
L’opera, dipinta su tavola con colori a tempera – anche se sulla tecnica sussistono dei dubbi dal momento che oggi la pellicola pittorica è coperta da uno strato di vernice – è probabilmente la prima di una serie che l’artista dedica al tema del bambino seduto in grembo alla madre di cui accarezza il volto. La severità delle Madonne di Giovanni Bellini si stempera in forme di dolce umanità nella rappresentazione di un contatto tra madre e figlio. Sullo sfondo ondulazioni montuose, una cinta muraria e un corso d’acqua.
Un cartiglio sulla balaustra in primo piano porta la firma Johannes Baptista Coneglianensis e la data 1496.
Ritenuta miracolosa, l’opera fu oggetto di forme di venerazione che la hanno presto danneggiata tanto che essa fu sottoposta a interventi di restauro già a partire dalla fine del Cinquecento. Danni furono probabilmente provocati dal fumo della lampada ad olio che doveva ardere perennemente di fronte ad essa fintanto che fu conservata in chiesa, ma durante il periodo di assenza dal convento di Gemona del Friuli dei frati osservanti (1564-1579), il dipinto fu conservato da cittadini secolari. Quando ne tornarono in possesso nel 1579 i frati dovettero constare che la tavola presentava screpolature e buchi provocati probabi...