Pochi giorni fa, il 6 febbraio, è stata la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. Una ricorrenza che ogni anno ci ricorda una realtà dura, spesso invisibile, che riguarda milioni di donne e ragazze nel mondo. Secondo le stime più recenti, elaborate dall’Università di Milano-Bicocca, nel nostro Paese vivono circa 88.500 donne e ragazze sopra i 15 anni che hanno già subito una mutilazione genitale femminile. A queste si aggiungono circa 16.000 bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio, e di queste oltre 9.000 sono nate in Italia. Dal 2006 l’Italia ha una legge specifica, la legge 7/2006, che vieta le mutilazioni genitali femminili e prevede interventi di prevenzione, formazione e protezione. Una legge importante, che sulla carta riconosce la gravità del fenomeno. Ma a quasi vent’anni dalla sua approvazione, la domanda è: questa legge funziona davvero? Secondo un’analisi appena pubblicata da ActionAid, il divario tra la norma e la realtà è ancora profondo. Ne parliamo oggi con Isabella Orfano, esperta di diritti delle donne di ActionAid, per capire meglio cosa non sta funzionando, cosa serve davvero per proteggere donne e bambine, e come colmare finalmente il divario tra la legge e la realtà. A cura di Daniela Sala