Un piccolo “documentario” sulle ultime ore di vita dei martiri dei primi secoli: è il diario della giovane Tibia Perpetua che descrive le condizioni della sua stessa prigionia, parlando anche dei suoi compagni. Quelle pagine saranno poi la fonte per la “Passione di Perpetua e Felicita” di Tertulliano.
È il 203 e a Cartagine infuria la persecuzione, Perpetua ha 22 anni, è colta, di buona famiglia, sposa e mamma, condivide l’angusto spazio della prigione la più giovane Felicita, figlia di suoi servi, che si trova in uno stato di gravidanza avanzata.