Dopo lunghe trattative, mediate da Qatar, Egitto e Stati Uniti, il 15 gennaio Israele e Hamas hanno siglato un accordo per il cessate il fuoco. La tregua, che mette fine ai 15 mesi di conflitto, sarà implementata in 3 fasi durante le quali si prevede il rilascio degli ostaggi israeliani in cambio dei detenuti palestinesi e il completo ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza.
La firma dell’accordo, già proposto a maggio ma mai siglato, è stata favorita sia dall’insediamento del presidente Trump, che vuole essere ricordato come l’uomo che ha portato la pace in Medio Oriente, sia dall’indebolimento dell’Asse della Resistenza, composto da Siria, Iran e Hezbollah, che appoggiava il gruppo palestinese Hamas.
Mentre i termini della seconda fase della tregua vengono discussi, il conflitto tra Israele e Hamas non si è interrotto ma si è spostato in Cisgiordania e in Libano. L’attuale contesto mediorientale lascia aperte alcune questioni spinose.
Cosa ne sarà degli Accordi di Abramo che miravano a normalizzare i rapporti tra Israele e Arabia Saudita? L’accordo di cessate il fuoco sarà davvero definitivo? E infine, quale sarà il destino della Striscia di Gaza devastata dai numerosi bombardamenti subito in 15 mesi di conflitto?
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Iniziativa autonoma degli studenti UNINT che si avvale del finanziamento dell’Università degli Studi Internazionali di Roma.