«Non hai bisogno di uno psicologo. Hai bisogno di una buona moto e di una buona squadra.» Álvaro Bautista ripercorre con noi oltre 30 anni di carriera, dagli inizi sulle minimoto fino alla MotoGP e ai titoli mondiali in Superbike. Una storia che, però, è stata molto meno lineare di quanto possano raccontare i risultati. A un certo punto i soldi erano finiti e la carriera sembrava destinata a terminare. Poi arrivò un’occasione, una moto competitiva e tutto cambiò. In questa puntata Bautista racconta gli inizi con Pedrosa e Lorenzo, l’arrivo nel Motomondiale, il titolo mondiale 125 del 2006, le stagioni in MotoGP con Suzuki, Honda, Aprilia e Ducati e il passaggio in Superbike che inizialmente non voleva accettare. Parliamo anche dei due Mondiali conquistati con Ducati, delle battaglie con Jonathan Rea e Toprak Razgatlıoğlu, della regola sul peso minimo che secondo Álvaro lo ha penalizzato nelle ultime stagioni e di cosa significhi essere ancora competitivi quando stai per compiere 42 anni. Ma soprattutto parliamo dell’uomo dietro al pilota: dei momenti in cui gli hanno detto che era finito, delle scelte che avrebbero potuto cambiare completamente la sua carriera, del rapporto con suo padre, della pressione mentale e della differenza tra vincere un Mondiale da giovane e vincerne un altro sedici anni dopo. «Nel 2006 ho sentito felicità. Nel 2022 ho sentito orgoglio.» Una conversazione in macchina, senza scrivania e senza copione, con uno dei piloti più longevi e vincenti del motociclismo moderno. 🏍️ Ospite: Álvaro Bautista 🎙️ RCRS Podcast Iscriviti al canale per non perdere le prossime puntate e seguici sui social per reel, estratti e contenuti dal podcast. #AlvaroBautista #WorldSBK #Superbike #MotoGP #Ducati #RCRSPodcast #Motorsport #Motociclismo