Per anni l’hanno chiamata la “locomotiva d’Europa”. La Germania era di gran lunga il paese più solido, più stabile, più ricco, insomma la guida del continente. Da un po’ di tempo, questo non sembra essere più vero. Il 16 dicembre il governo del cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz è caduto, e il 23 febbraio la Germania andrà a elezioni anticipate, nel pieno di una crisi economica che sembra anche, se non soprattutto, una crisi di identità.
Per guidarci nel tema di oggi abbiamo chiesto aiuto a Tonia Mastrobuoni, che è corrispondente di Repubblica da Berlino
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