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Ingiustamente snobbato dal pubblico, ma elogiato dalla critica, il remake del film del 1987 e seconda trasposizione del romanzo di King, vede Edgar Wright alla regia ed una maggiore fedeltà alle pagine del libro.
Qui, Ben Richards (bravissimo Glenn Powell) è un operario male in arnese, che deve provvedere al mantenimento della moglie e della figlia ammalata. L'unica possibilità di svoltare il proprio futuro è lo show The Running Man. La ricompensa è altissima, ma sopravvivere per trenta giorni, braccati dai cacciatori, sarà impresa disperata.
L'azione diventa più ampia e il futuro distopico messo in scena qui è fantastico, così come si approfondisce la critica alla società. Ottimo Josh Brolin nei panni del cinico e viscido produttore TV e scene d'azioni mirabolanti, per un ritmo cinetico dall'inizio alla fine, senza dimenticare un po' di sano umorismo. Due ore e più che volano.
Peccato non averlo visto in sala.
By Fabrizio CarolloIngiustamente snobbato dal pubblico, ma elogiato dalla critica, il remake del film del 1987 e seconda trasposizione del romanzo di King, vede Edgar Wright alla regia ed una maggiore fedeltà alle pagine del libro.
Qui, Ben Richards (bravissimo Glenn Powell) è un operario male in arnese, che deve provvedere al mantenimento della moglie e della figlia ammalata. L'unica possibilità di svoltare il proprio futuro è lo show The Running Man. La ricompensa è altissima, ma sopravvivere per trenta giorni, braccati dai cacciatori, sarà impresa disperata.
L'azione diventa più ampia e il futuro distopico messo in scena qui è fantastico, così come si approfondisce la critica alla società. Ottimo Josh Brolin nei panni del cinico e viscido produttore TV e scene d'azioni mirabolanti, per un ritmo cinetico dall'inizio alla fine, senza dimenticare un po' di sano umorismo. Due ore e più che volano.
Peccato non averlo visto in sala.

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