Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui. Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. Mariti, amate le vostre mogli, e non v'inasprite contro di loro. Figli, ubbidite ai vostri genitori in ogni cosa, poiché questo è gradito al Signore. Padri, non irritate i vostri figli, affinché non si scoraggino. Servi, ubbidite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne; non servendoli soltanto quando vi vedono, come per piacere agli uomini, ma con semplicità di cuore, temendo il Signore. Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l'eredità. Servite Cristo, il Signore! Infatti chi agisce ingiustamente riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto, senza che vi siano favoritismi. Padroni, date ai vostri servi ciò che è giusto ed equo, sapendo che anche voi avete un padrone nel cielo.
(Colossesi 3:18-4:1 - La Bibbia)
Indice della serie sulla Lettera ai Colossesi
Le relazioni umane sono spesso caratterizzate dall’egoismo. Ognuno di noi è portato a cercare i propri vantaggi e non quelli degli altri. Ma Gesù ci ha insegnato una via diversa, infatti egli ha messo da parte i propri vantaggi e ha cercato i nostri quando è andato sulla croce per dare la sua vita per ognuno di noi.
Se abbiamo ricevuto la vita di Cristo in noi, è quindi logico aspettarsi che cominciamo a manifestare il suo carattere in tutti gli ambiti, a partire da quello domestico.
Ecco perché in questo brano l’apostolo Paolo esplicitò una sorta di “codice domestico” simile a quelli che erano piuttosto in voga nel mondo greco-romano. Nei codici domestici del mondo greco-romano la figura dell’uomo era preponderante in tutti gli ambiti. Era lui come marito, padre e padrone della servitù il soggetto che esercitava l’autorità e dettava le regole della casa. La società greco-romana guardava quindi con sospetto le religioni che in qualche modo potevano attrarre donne e schiavi andando a minare quella struttura consolidata della famiglia e dello stato. Paolo sapeva che molti si stavano chiedendo se il cristianesimo poteva costituire una minaccia in tal senso e la sua risposta non poteva essere più chiara di così.
In modo molto intelligente, guidato dal Signore, l’apostolo Paolo dimostra infatti che i cristiani non avevano intenzione di rivoluzionare la società destabilizzando la famiglia o il rapporto tra schiavi e padroni ma, allo stesso tempo propone un “codice domestico” con una peculiarità che non poteva passare inosservata, infatti mette in evidenza non solo le responsabilità di mogli, figli e schiavi, ma anche le responsabilità dell’uomo come marito, padre e padrone. Insomma non solo i cristiani non erano una minaccia ma potevano essere una benedizione per la società facendo anche meglio di quello che la società proponeva!
Era però necessario che in ogni loro parola o azione agissero nel nome di Gesù, come suoi rappresentanti sulla terra, avendo il Signore come punto di riferimento, come supremo esempio, con continua riconoscenza per ciò che Egli aveva fatto nella loro vita. Essi dovevano quindi compiere ogni parola o azione come per il Signore e non per gli uomini avendo per obiettivo l’eredità che il Signore, e non gli uomini, aveva in serbo per loro.
Così le mogli cristiane erano chiamate a non ribellarsi ma a mostrare rispetto per il marito, accettandone l’autorità, salvaguardando quindi ciò che la società si aspettava, “come si conviene nel Signore”, ovvero proprio perché era quello il modo migliore di testimoniare della loro fede nel Signore nella società ...