Nel nuovo episodio del podcast #RePowerItaly analizziamo un nodo cruciale per la competitività europea: in quali segmenti della catena del valore dell’intelligenza artificiale l’Europa può ancora competere.
L’ecosistema globale dell’AI è oggi dominato da Stati Uniti e Cina nei segmenti più capital-intensive (infrastrutture cloud, modelli generalisti, semiconduttori avanzati). Tuttavia, l’Europa conserva margini strategici in alcune fasi chiave della filiera:
🔹 ricerca scientifica e capitale umano qualificato
🔹 integrazione dell’AI nei settori industriali (manifattura, energia, sanità)
🔹 sviluppo di soluzioni affidabili e regolamentate
⚠️ Permangono però criticità strutturali:
🔹 limitato accesso ai capitali nelle fasi di scale-up
🔹 frammentazione del mercato dei dati
🔹 rischio di “AI dependency” da attori extraeuropei
🔹 difficoltà nel raggiungere scala continentale
Nel dibattito europeo, anche alla luce del Rapporto Draghi, torna centrale il ruolo della politica industriale come strumento di coordinamento tra regolazione, investimenti e mercato.
Strumenti come AI Act, Chips Act, PNRR e European Innovation Council rappresentano tentativi concreti di rafforzare l’ecosistema, ma la vera sfida è trasformare la regolazione e la spesa pubblica in una AI Industrial Policy integrata.
💡 La prospettiva più realistica per l’Europa non è competere sui modelli generalisti, ma sviluppare una strategia di “applied AI”, valorizzando il proprio tessuto produttivo e le filiere industriali.
❓L’Europa riuscirà a tradurre i propri vantaggi industriali e regolatori in leadership tecnologica, o il gap con Stati Uniti e Cina è destinato ad ampliarsi?
🎧 Ascolta l’episodio:
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🎓 Si ringraziano il Professor Francesco Timpano dell'Università Cattolica del Sacro Cuore per il supporto accademico e Marini Carlo per il contributo all’intervista.
👥 A cura di:
Lia Sheshi, Ilaria Pashaj, Navjot Kaur, serenela tafa, Milardi Denise