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Ricòrdati della parola che ordinasti al tuo servo Mosè di pronunziare:
“Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli;
ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti
e li metterete in pratica,
anche se sarete dispersi negli estremi confini del mondo,
io di là vi raccoglierò
e vi ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome”.
Essi sono tuoi servi, tuo popolo;
tu li hai salvati con la tua grande potenza e con la tua forte mano.
Signore, te ne prego,
siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo
e alla preghiera dei tuoi servi,
che vogliono temere il tuo nome;
e concedi oggi, ti prego, successo al tuo servo,
e fa’ che egli trovi pietà presso quest’uomo.
A quel tempo io ero coppiere del re.
—
(Neemia 1:8-11 – LA BIBBIA)
Serie completa pensieri sul libro di Neemia
Spesso le nostre preghiere riguardano i nostri desideri, ciò che vorremmo Dio realizzasse per noi.
Spesso non ci chiediamo neanche se ciò che stiamo chiedendo sia secondo la volontà di Dio.
Ma Neemia non si concentrò sui propri desideri. Egli invece pregò intensamente basandosi sulle promesse che Dio aveva fatto ad Israele.
Furono proprio le promesse di Dio a fornire carburante alla preghiera di Neemia.
“Ricordati della parola che ordinasti…” La preghiera di Neemia, così come le nostre preghiere, servono forse a ricordare a Dio ciò che deve fare, come se ci fosse la possibilità che lui dimentichi? Dio si ricorda delle sue promesse, è ovvio. Siamo piuttosto noi che abbiamo bisogno di ricordarcele e, pregando in questo modo, diciamo a Dio che prendiamo sul serio le sue promesse e vogliamo dipendere da Lui.
Neemia non partì per andare a parlare con il re Artaserse, l’uomo presso cui doveva trovare pietà per ricevere il permesso di tornare a Gerusalemme, ma si aggrappò alle promesse di Dio, sapendo che il successo sarebbe dipeso da Dio, non dalla propria capacità.
Neemia sapeva bene che il popolo di Israele stava pagando le conseguenze del proprio peccato, ma Egli conosceva anche la promessa di Dio: se fossero tornati ad ubbidire, ad osservare e mettere in pratica i suoi comandamenti, anche se fossero stati dispersi negli estremi confini del mondo, Dio li avrebbe raccolti e ricondotti al luogo che aveva scelto per farne la dimora del suo nome, ovvero Gerusalemme!
Neemia sapeva che nel passato Dio aveva già salvato il suo popolo molte volte con la sua grande potenza e la sua forte mano. Cosa avrebbe potuto impedire a Dio di intervenire anche in quel momento della storia di Israele? Neemia era fiducioso perché sapeva che Dio avrebbe teso l’orecchio alla sua preghiera perché era la preghiera fatta da qualcuno che temeva Dio e voleva essere ubbidiente.
E allora Neemia cosa fece?