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Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i Leviti, che insegnavano, dissero a tutto il popolo:
«Questo giorno è consacrato al SIGNORE vostro Dio; non siate tristi e non piangete!»
Tutto il popolo infatti piangeva, ascoltando le parole della legge.
Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate cibi grassi e bevete bevande dolci,
e mandate delle porzioni a quelli che non hanno preparato nulla per loro;
perché questo giorno è consacrato al nostro Signore; non siate tristi;
perché la gioia del SIGNORE è la vostra forza».
I Leviti calmavano tutto il popolo, dicendo:
«Tacete, perché questo giorno è santo; non siate tristi!»
Tutto il popolo se ne andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri, e a fare gran festa,
perché avevano capito le parole che erano state loro spiegate.
Il secondo giorno, i capi famiglia di tutto il popolo, i sacerdoti e i Leviti si radunarono presso Esdra,
lo scriba, per esaminare le parole della legge.
—
(Neemia 8:9-13 – La bibbia)
Serie completa pensieri sul libro di Neemia
Uno dei problemi più grossi della cristianità oggi è proprio la reazione all’ascolto della parola di Dio, o forse sarebbe meglio dire la mancata reazione all’ascolto…
Spesso non tendiamo l’orecchio alla Parola di Dio ma siamo distratti e disinteressati.
A volte siamo interessati ma chi predica non si lascia utilizzare dal Signore per farci comprendere.
Altre volte, però, stiamo attenti e, chi parla, ha un dono da parte del Signore per farci capire le Scritture, così, per qualche istante, siamo colpiti, ci commuoviamo e versiamo qualche lacrima. I sentimenti producono, poi, delle preghiere bellissime. Sembriamo disposti a prendere decisioni che cambieranno la nostra vita, diciamo al Signore che niente sarà più come prima… Ma, ahimè, la maggior parte delle volte usciamo fuori dal luogo in cui abbiamo ascoltato e nel giro di pochi minuti gli interessi per le cose che ci circondano riprendono saldamente il comando della nostra mente facendoci dimenticare ogni cosa. Non avete mai visto questo film?
Come abbiamo letto nel pensiero precedente sul libro di Neemia, il popolo aveva passato diverse ore in piedi ascoltando la spiegazione della legge di Dio. E quale fu la loro reazione? Essi piangevano mentre ascoltavano le parole della legge. Quelle parole avevano toccato il loro animo, mettendo in evidenza le loro mancanze davanti a Dio. Questo non stupisce, infatti quando la parola di Dio viene predicata con convinzione e ricevuta con sincerità, tocca i cuori.
Ma il processo di apprendimento non si conclude così. Dopo la commozione occorre riflettere per agire.
Neemia, Esdra e gli altri leviti esortarono quindi il popolo a smettere di piangere. Essi dovevano piuttosto tornare a casa e fare festa perché quello era un giorno di gioia consacrato al Signore.