In questo articolo, l'autore Gianni Tamino, biologo ed ex parlamentare italiano ed europeo, affronta in modo estremamente ritagliato e critico il recente disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati che delega il Governo a ridefinire il quadro normativo sul nucleare.
Tamino evidenzia innanzitutto un'incongruenza di diritto costituzionale, ricordando che il popolo italiano si è già espresso nettamente contro il nucleare in ben due storici referendum e che la Corte Costituzionale ha sancito l'illegittimità di riproporre per legge materie abrogate.
L'autore si appoggia alle tesi del premio Nobel Giorgio Parisi per denunciare i costi proibitivi del nucleare — stimati in tre volte superiori a quelli del fotovoltaico — e la persistenza dei gravissimi rischi per la sicurezza. L'articolo smonta l'illusione tecnologica promossa dalla propaganda di governo sui piccoli reattori modulari (SMR) e sul nucleare a fusione, evidenziando che si tratta di tecnologie civili ancora inesistenti, fallimentari o puramente sperimentali.
Vengono inoltre sollevati i problemi, a oggi insoluti, legati alla localizzazione degli impianti in un territorio ad alto rischio idrogeologico come quello italiano, e la mancanza di un deposito nazionale sicuro per le scorie radioattive. Tamino conclude indicando la necessità di puntare con decisione su fonti energetiche pulite e realmente rinnovabili, sul risparmio, sull'efficienza e sulla democrazia energetica garantita dalle comunità rinnovabili.
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