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Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.
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(Giovanni 17:1-5 – La Bibbia)
L’ora è venuta. Tante volte in questo evangelo abbiamo letto che la sua ora non era ancora venuta, motivo per cui nessuno era riuscito ad arrestarlo fino a quel momento. Gesù era stato chiaro quando aveva detto che nessuno poteva prendere la sua vita se non fosse stato lui a deporla (Gv 10:17-18). Ora era venuto quel momento, il momento stabilito da Dio prima che il mondo fosse creato, il momento che avrebbe spaccato in due la storia dell’umanità, l’evento mediante il quale l’uomo avrebbe potuto ritrovare la pace con Dio.
Ma Gesù non sarebbe rimasto nella tomba! Infatti egli aveva glorificato il Padre durante tutto il suo ministero terreno, facendo la sua volontà in ogni cosa, e lo avrebbe glorificato in particolare completando la sua missione sulla croce. A sua volta il Padre avrebbe quindi glorificato il Figlio presso di lui della gloria che aveva presso di lui prima che il mondo esistesse. Gesù si stava riferendo infatti al suo ritorno al Padre. Al termine della sua missione, il Figlio e il Padre avrebbero ancora condiviso la gloria che già condividevano da sempre. Gesù sarebbe presto tornato alla gloria che gli spettava, alla quale aveva rinunciato per un tempo per salvare l’umanità.
Nel glorificare Dio attraverso la croce Gesù avrebbe anche affermato la propria autorità nel dare vita eterna. In un gesto che poteva sembrare una sconfitta agli occhi del mondo, Gesù stava invece trionfando vittorioso sul mondo e sulla morte, affermando la sua autorità divina, dimostrando di essere la sorgente della vita eterna, l’unico in grado di dare la vita eterna all’umanità. Tale autorità appartiene solo a Gesù Cristo in virtù della sua opera sulla croce e della sua risurrezione. In nessun altro c’è vita eterna, in nessun altro c’è salvezza.
Il vangelo di Giovanni comincia proprio con l’affermazione secondo cui nella Parola (Gesù) era la vita (Gv 1:4). Ora questo principio viene riaffermato perché Gesù è Colui che ci ha dato la vita biologica, colui mediante il quale ogni cosa è venuta all’esistenza, ma egli è anche colui che ci può rendere partecipi della vita eterna.
La vita eterna non è solo una vita che non avrà mai fine ma è anche una vita qualitativamente migliore perché è la vita di Dio in noi.