Articolo del mese marzo-aprile 2024
Il telescopio di James Webb e la sincronia fra il nostro cervello e l’universo,
di Vipin Shah
legge Laura Verdone
In questo articolo, tradotto per la prima volta in italiano dalla Rivista Italiana di Teosofia, dopo la pubblicazione nel numero di ottobre 2022 del “The Theosophist”, Vipin Shah ripercorre innanzitutto la storia, concreta e simbolica a un tempo, dei telescopi, da Galileo a James Webb, con il lancio, avvenuto nel 2021, di un telescopio che staziona a un milione di chilometri dalla Terra ed è in grado di fornire immagini davvero uniche (per ora) del cosmo e dell’universo.
Vipin Shah, dopo aver ricordato che “Noi non siamo affatto al centro dell’universo e questo non è eterno, ha avuto un inizio e avrà una fine. Possiamo essere venuti al mondo dal grembo di nostra madre, ma il vero grembo che ci avvolge è l’universo, sin dal lontano ‘Big Bang’, quattordici miliardi di anni fa. Questo grembo è governato da leggi della fisica solide come la roccia e sperimenta forze della Natura che le nostre menti sono incapaci di immaginare”, si pone una domanda di fondamentale importanza: “L’universo è cosciente?”.
Per arrivare a una risposta, secondo l’autore dell’articolo, possono essere molto utili alcune teorie scientifiche, come quella del “Panpsichismo” di Roger Penrose, secondo cui tutto ha una coscienza, che trae origine dalle regole statistiche della #fisicaquantistica applicate negli spazi microscopici tra i neuroni del cervello. La vasta rete di neuroni umani, tutti legati per creare un essere cosciente, ha un’inquietante somiglianza con lo sterminato numero di galassie e stelle esistenti secondo le leggi della fisica.
Nel 2006 questa idea fece un ulteriore passo in avanti grazie al fisico Bernard Haisch. Egli ipotizzò che i campi quantici che permeano tutto lo spazio vuoto producano e trasmettano coscienza, che emerge poi in ogni sistema sufficientemente complesso attraversato da energia che fluisce in esso.
Dopo aver invitato il lettore a considerare il sincronismo fra il cervello umano e l’universo (“noi siamo “gli osservatori” e l’universo è “l’osservato”) Shah conclude: “Mentre ci rallegriamo della capacità della nostra specie di aver ottenuto lo straordinario risultato nel portarci tante meravigliose immagini, dobbiamo anche lamentare il fatto che gli strumenti scientifici non sono altro che un’estensione dei nostri cinque sensi. Dobbiamo andare ben oltre per carpire la ragione della nostra esistenza e per aprire l’unica porta rimasta per noi – quella della spiritualità – l’unica, sembra, che potrà riflettere su questo #misticismo, quando la scienza avrà raggiunto i suoi limiti”.