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L’illinois è il primo stato che accoglie il viaggiatore ed è forse il più rappresentativo, di sicuro quello che ha saputo valorizzare meglio la storia e l’importanza della Route 66, mantenendone intatto il fascino fino ai giorni nostri. Lasciata Chicago con i suoi scintillanti grattacieli, i finestrini della vostra auto inizieranno a riempirsi del verde delle praterie e delle coltivazioni, economia e ricchezza di questo stato. Lungo la strada, molti diner e stazioni di servizio ristrutturate e ben conservate, vi introdurranno fin da subito nel mood della strada più famosa del mondo. Senza indugi e compromessi, vivrete lo spirito d’avventura che l’asfalto rugoso e polveroso di questa strada vi regalerà lungo tutto il viaggio, il logo stampato sull’asfalto impreziosirà ancora di più la vostra esperienza e vi costringerà a continue e meritate soste fotografiche. 284 miglia di strada dritta ed infinita, una lama tagliente che divide in due lo stato dal cartello Begin, fino al Chain of Rocks Bridge, passando per cittadine come Pontiac e Springfield che hanno fatto la storia della Main Street of America. Praterie piatte, una sorta di pianura infinita verde e solitaria, alcuni alberi che abbelliscono il paesaggio, un panorama assoluto, dove il verde del terreno si unisce al blu del cielo, regalando un mix di colori favolosi, e dove il cielo sembra appoggiato al terreno, viene davvero il dubbio che la terra sia piatta. I cartelli disposti a ogni incrocio, rendono l’Illinois uno degli Stati più semplici in cui percorrere la Mother Road, tratti di strada che appartengono al percorso più recente lasciano spesso il posto a vecchi tratti chiamati Old Route 66, dove il manto stradale, ormai isolato dal resto del traffico, è percorribile solo a piedi e regala emozioni ad ogni passo; un sentiero stretto e impervio che fa ben capire come era realmente la strada, quando, poco dopo essere stata asfaltata, accoglieva carovane di viaggiatori in cerca di una vita migliore verso l’assolato west americano. In Illinois, è ancora percorribile un tratto di strada risalente al 1930, pavimentato con mattoni rossi risalenti all’epoca in cui venne costruita. La Route 66 in questo tratto prese il posto della precedente IL40, per ragioni pratiche ed economiche molti degli 8 stati usarono tratti di strada esistente rinominati poi US66, qui tra Chatham ed Auburn ne è presente ancora uno tra i più belli di tutta la Mother Road.
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La mia radio suonava una vecchia canzone di Elvis, non ricordo il titolo, una vale l’altra, adoro il re del rock e credo che nessun’altra canzone avrebbe accompagnato in modo migliore il mio viaggio. Stavo lasciando Chicago, ero appena salito sull’auto fotografando il cartello “Begin Historic Route 66”, emozionato come non mai perché La Strada era appena iniziata e mi attendevano chissà quali avventure lungo le sue 2.500 miglia. Ogni viaggio che si rispetti ha un inizio e una fine e iniziarlo sotto lo storico cartello aveva un significato particolare. Mentre i grattacieli scomparivano dai miei specchietti retrovisori e i finestrini iniziavano a riempirsi del verde delle immense praterie dell’Illinois, realizzai che il sogno aveva inizio. Il cartello “Begin Historic Route 66”, si trova all’inizio di E Adams St, poco lontano dal Millennium Park. Purtroppo non è l’originale cartello e non è neanche nella posizione in cui iniziava effettivamente la strada nel 1926, infatti agli albori della Mother Road si trovava tra la E Jackson Boulevard (parallela alla Adams) e l’incrocio con la Michigan Ave prima e con la Lake Shore Dr per i 40 anni successivi. Partendo invece da Santa Monica, il cartello “End Historic Route 66”, di Chicago, si trova su E Jackson Boulevard, in pratica un isolato più a sud dove storicamente fu spostata la seconda postazione di inizio della Route 66. Queste modifiche sono state rese necessarie dalle strade diventata a senso unico. L’altro famoso cartello “End of Trail” si trova invece sul molo di Santa Monica, anche se in realtà è stato spostato qui solo nel 2009. L’originale fine della Route 66 era infatti all’incrocio tra la 7th e la Broadway (ancora oggi è presente un piccolo cartello sul semaforo). Quando la strada fu smantellata il cartello venne via via arretrato, fino arrivare addirittura a Kingman in Arizona. Quando la Route 66 divenne Historic Route 66 fu preso come riferimento il molo di Santa Monica e adesso è ritenuto quello la fine del sogno americano.
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Oggi torniamo a parlare di Route 66, una strada che più di tutte incarna il sogno del viaggio on the road, il mito e la leggenda degli Stati Uniti D’America, il suo nome è Route 66. Lunga 2448 miglia, attraversa 8 stati, distendendosi sinuosa come un vecchio serpente attraverso Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California, dalla ventosa Chicago alla scintillante Santa Monica. Ben 3 fusi orari accompagnano il viaggiatore, che a bordo della sua auto, o a cavallo della sua moto, intende percorrere un viaggio nel tempo con motel e stazioni di servizio a fare da contorno ad un’avventura indimenticabile. La strada nata ufficialmente l’11 Novembre 1926, ha avuto una vita travagliata; inizialmente doveva chiamarsi US 60, successivamente US 62, ma varie vicissitudini la portarono ad avere il nome di US 66, perché più facile da ricordare e con un suono piacevole da ascoltare. Si trattava di una strada sterrata, dannatamente difficile da percorrere con i mezzi dell’epoca, pericolosa in molti tratti, dove soltanto il vento caldo del deserto faceva da compagnia ai viaggiatori. Sotto ad un sole cocente capace di sciogliere anche i sogni dei più audaci ed intraprendenti, si macinavano miglia alla ricerca di una vita migliore verso ovest, dove ancora oggi il cartello “End of the Trail” accoglie i viaggiatori alla fine del loro indimenticabile on the road. A proposito di cartelli, ci volle più di un anno affinché facessero la loro comparsa lungo la US 66, e soltanto nel1938 divenne a tutti gli effetti interamente asfaltata, rendendola anche la prima strada americana a potersi vantare di questo primato. la Route 66 ha vissuto un continuo mutamento toccando cittadine nate appositamente per fornire supporto ai viaggiatori ed accarezzandone altre, per poi spostarsi o deviare il suo percorso accorciandone la lunghezza per rendere meno faticoso il viaggio. E’ diventata famosa come la strada più trafficata degli USA, fino a quando la moderna e veloce intestatale non ne decretò la morte il 27 Giugno 1985, ma non preoccupatevi, la Mother Road è più viva che mai, ricca di storia ed aneddoti curiosi, di personaggi affascinanti che ancora oggi la rendono la strada più conosciuta al mondo, incarnando il mito del sogno americano, dove la vera attrazione di questo viaggio è proprio lei, la strada: solitaria, lenta e romantica. Osannata in tanti film e canzoni, il suo vecchio manto di asfalto è lì per accompagnarvi in un viaggio nel tempo, che racconterò stato per stato, guidandovi alla scoperta della Highway di Will Rogers, della Grande Via Diagonale, della Mother Road, della Main Street of America, oppure semplicemente della Route 66, perché nessun soprannome può scalfire il logo Route 66 impresso nel suo asfalto rovente pieno di rughe a dimostrarne l’età. “Get your kicks on Route 66”
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Fin da piccolo ho sempre sognato di visitare gli Stati Uniti d’America; mentre guardavo vecchi film western in bianco e nero con mio babbo, documentari del National Park Service e ogni tipo di film o serie TV. Crescendo ho coltivato la passione per gli USA, per i suoi spazi sconfinati, per la cultura, le persone e le Harley Davidson. Finalmente nel 1990 ho visitato New York City rimanendone affascinato, me ne sono innamorato! Ma, nonostante questo, continuavo a desiderare di percorrere la Route 66 e di visitare i parchi dell’ovest, sopratutto Yellowstone National Park. Sono cresciuto vedendo Easy Rider, leggendo Kerouac e ascoltando musica rock e rockabilly, adoro Elvis Presley. Per me la Route 66 racchiude tutta la cultura americana; diners, vecchi motel, insegne arrugginite, piccole cittadine e tante persone stupende che ho avuto la fortuna di incontrare durante i miei viaggi, la Route 66 è un museo a cielo aperto. In Italia e in tutta Europa, il mito della Route 66 è ancora vivo, incarna il desiderio di libertà e passione per i viaggi in automobile, i tanto amati On The Road. Quando ho percorso tutta la Route 66 per la prima volta non ho potuto trattenere l’emozione, era un sogno che si realizzava, è stato il viaggio più bello della mia vita. Ho scritto appunti durante questa avventura, ho fatto molte fotografie e i mesi successivi al mio ritorno in Italia ho deciso di scrivere un libro per raccontare le mie avventure, tutte le emozioni provate in quel viaggio che mi ha cambiato la vita. Ancora oggi a distanza di anni, continuo a incontrare e conoscere persone stupende, persone che amano la Route 66, la sua storia e che con passione ogni giorno ne descrivono le bellezze e gli aneddoti. È difficile per me descrivere tutte queste emozioni, ma ogni volta che scrivo un articolo sulla Route 66 nel mio blog o nella mia pagina Facebook dedicata al mito della Mother Road, rivivo le esperienze che ho fatto nei viaggi in auto sulla Route 66. Sono grato a tutte le persone che ho incontrato durante i miei viaggi o che ho conosciuto virtualmente in internet e sui canali social. Per noi europei la Route 66 significa ancora oggi libertà. Percorrerla è come tornare indietro nel tempo, la strada è l’attrazione principale del viaggio, un viaggio speciale per chiunque abbia avuto la fortuna di percorrerla tutta almeno una volta: Racchiude la storia degli Stati Uniti d’America, è un prezioso documento storico che spero possa essere mantenuto nel tempo, qui in Italia cerco con passione di mantenerne vivo il ricordo e parlarne ogni giorno. Non è facile percorrerla fedelmente, spesso in Europa molte persone non la conoscono e quando intendono organizzare un viaggio, sono spesso confusi e non ne capiscono a fondo il significato. Sono grato alla Route 66 per avermi cambiato la vita. Vorrei mandare un abbraccio a tutte le persone che con passione ogni giorno mantengono viva la mother road, volontari che con passione e amore ristrutturano vecchi punti di interesse, pubblicano foto e video, ne raccontano la storia. Le stesse storie che anche io condivido nella sezione Route 66 Sotries del blog, dove quasi con cadenza giornaliera pubblico curiosità, aneddoti e storie della strada più famosa del mondo! La cittadina di Tulsa è ancora oggi conosciuta come quella che ha dato ufficialmente vita alla Route 66; qui nacque infatti nel 1927 l'associazione presieduta da John T. Woodruff per la promozione della US66.
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GRAZIE ROUTE 66!
Sono Roberto Rossi, scrittore, fotografo, Travel wrtiter, ma sopratutto sono un viaggiatore e in questo podcast vi racconto la Route 66, le sue storie, i suoi aneddoti, i personaggi che l’hanno resa la strada per antonomasia, vi darò consigli di viaggio e sopratutto vi porterò in viaggio con me, lungo questo nastro di asfalto pieno di rughe che ne sottolineano l’età, la storia, la sua importanza.
Get Your Kicks on Route 66!
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