Michelin Pilot Performance Days
Nell’agosto del 2009 Florian Gruber ha provato diversi pneumatici sportivi sulla Gumpert Apollo Sport nel tentativo di battere il record di velocità sul Nordschleife del Nürburgring. Alla fine ha montato un treno di Michelin Pilot Sport Cup. Risultato? Ha fermato il cronometro a 7’11”57, abbassando il suo miglior tempo con gli altri pneumatici di 11 secondi e ottenendo il record sul giro a 171,83 km/h di media. Basterebbe questo esempio simbolico per comprendere la bontà del lavoro degli ingegneri di Clermont-Ferrand che da oltre 100 anni si ostinano a trasferire nelle gomme stradali di tutti i giorni tutte le innovazioni tecnologiche apportate nelle competizioni. Per apprezzare dal vivo le differenze dei vari pneumatici della gamma Pilot, Michelin ha portato all’Estoril 20.000 CV di potenza. E noi li abbiamo provati...quasi tutti!
Quando uno sportivo esce di casa sceglie accuratamente le scarpe più adatte all’attività che si accinge ad affrontare. Lo stesso concetto vale anche per le auto sportive. I requisiti richiesti ad uno pneumatico omologato per la circolazione stradale devono rispettare determinati parametri in termini di aderenza su asciutto e bagnato, durata, resistenza al rotolamento, comfort, acustica, ecc. Tipicamente le prestazioni migliori in una direzione peggiorano quelle in un’altra: maggiore è l’aderenza sull’asciutto, ad esempio, peggiore sarà la speranza di vita dello pneumatico. Si spiega così l’esigenza di offrire una gamma di prodotti specifici garantendo maggiori prestazioni in un senso o nell’altro, a seconda dell’impiego per il quale sono stati ideati e sviluppati.
Apparentemente le esigenze di una vettura da corsa sembrano diametralmente opposte a quelle di una sportiva «street-legal». In realtà le similitudini sono tali da permettere a Benoît Tréluyer di battagliare con la sua Audi R18 TDI per oltre 750 km (3h20’) nell’ultima 24 Ore di Le Mans con un solo treno di gomme, andando a cogliere la 20a vittoria per Michelin dal 1923 (la 14a di fila) nella più prestigiosa gara di durata del mondo. Proprio l’esperienza nelle competizioni consente oggi a Michelin di offrire tre famiglie di pneumatici sportivi ai vertici assoluti per prestazioni, sicurezza e durata. Le attività sportive rappresentano infatti un vero e proprio banco di prova per tutte le nuove tecnologie che dopo poco trovano applicazione nella produzione di serie, dove spesso le velocità massime, la durata, le prestazioni in senso assoluto sono addirittura superiori. È il caso della Bugatti Veyron, ad esempio, che può viaggiare a 430 km/h, più velocemente di qualsiasi vettura da competizione contemporanea, pur dovendo assicurare tenuta sull’asciutto e sul bagnato, ed una certa durata nel tempo degli pneumatici.
Michelin investe ogni anno 500 milioni di Euro in Ricerca & Sviluppo. Lo sviluppo di uno pneumatico di primo equipaggiamento avviene in tre fasi. La prima prevede l’utilizzo di tecnologie digitali alla ricerca di soluzioni che soddisfino le esigenze del costruttore. La seconda consiste nel mettere alla prova i prototipi di gomme scelti e prodotti dopo la validazione numerica. La terza si concretizza nel collaudo sui veicoli in condizioni reali per valutare la rispondenza al capitolato. In definitiva, Michelin considera le corse un investimento per l’innovazione. Le esclusive tecnologie delle gomme Michelin di serie (come Pilot Sport o Pilot Super Sport) sono state validate nelle competizioni per capire meglio le loro reazioni in condizioni estreme, sviluppando nel contempo soluzioni sempre più rispettose dell’ambiente per trasferire su strada le prestazioni ottenute nei circuiti o nei Rally.
Per poter apprezzare le differenze reali tra diversi pneumatici il modo migliore è testarli sulla stessa vettura per apprezzare anche le più piccole differenze. Lo abbiamo fatto sul circuito dell’Estoril. I Pilot Super Sport sono perfetti per l’esuberante Audi R8 nell’uso quotidiano, così come i Pilot Sport 2 per la Porsche 911 GTS: la tenuta di strada è buona sia sull’asciutto che sul bagnato, la frenata avviene in spazi contenuti ed il comfort di marcia è sempre garantito. Montando invece i Pilot Sport Cup+ (sempre su cerchi da 19” anche se con gomme leggermente più larghe al posteriore) le differenze si avvertono dalla prima curva. L’inserimento è più preciso e la velocità di percorrenza delle curve – a parità di deriva – è nettamente superiore. La frenata è più efficace sull’asciutto, mentre sul bagnato si abbassa un pochino la soglia dell’aquaplaning in virtù di una proporzione vuoti/pieni del battistrada più favorevole alla guida sportiva sull’asciutto.
Il salto di qualità con le slick è epocale. Affrontare le curve con un’Audi R8 GT3 o con una Porsche 997 Cup con cerchi da 18” (come da regolamento FIA) è una vera goduria. Bisogna cambiare completamente stile di guida: si stacca all’ultimo fin dentro la curva e si apre il gas ancor prima di arrivare alla corda. I cavalli non sembrano mai abbastanza per quanto le slick Michelin sono attaccate alla pista. Bisogna solo sperare che non piova, altrimenti sono guai!
La morale è che ogni pneumatico è fatto per un uso specifico ed è sempre frutto di una serie di compromessi.
La bravura sta nel trovare il miglior equilibrio possibile e Michelin ci riesce piuttosto bene.