Nelle ombre cupe di Sacramento, mentre la città dormiva ignara, un essere soprannaturale si aggirava per le strade, mosso da una sete insaziabile. Non era il tipo di creatura che si potrebbe trovare nei romanzi gotici o nelle leggende antiche, perché certo… se fosse stato così, allora si tratterebbe di fantasia. Ciò del quale stiamo parlando è autentico.
Richard Trenton Chase, un uomo la cui mente era un labirinto oscuro di delusioni e paure, aveva guadagnato un soprannome che avrebbe fatto rabbrividire chiunque: "Il Vampiro di Sacramento". Intendiamoci: non era un vampiro nel senso letterale del termine; non temeva la luce del giorno né cercava rifugio in antichi castelli.
La sua sete, tuttavia, era reale. Una compulsione che lo spingeva a compiere atti di violenza inimmaginabili. Uccideva non solo per soddisfare una brama omicida, ma anche per bere il sangue delle sue vittime, cercando in esso una cura per le sue ossessioni.
Mentre la città si svegliava ogni mattina, inconsapevole del predatore che si nascondeva tra di loro, le voci iniziarono a circolare. Voci di un killer che non solo uccideva, ma che profanava i corpi in modi che sfidavano ogni comprensione...
Bibliografia
Griffiths, S., Jalava, J., Larsen, R. R., & Alcott, B. E. (2022). Genetic correlates of PCL-R psychopathy: A systematic review. Aggression and violent behavior, 101765.
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