𝗗𝗔𝗟 𝗟𝗨𝗢𝗚𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗗𝗢𝗟𝗢𝗥𝗘 𝗔𝗟 𝗟𝗨𝗢𝗚𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗣𝗘𝗥𝗔𝗡𝗭𝗔
È importante dichiarare con la propria bocca che la nostra mente è allineata a quella di Cristo.
Daniele 3 narra la storia di questo personaggio e dei suoi amici deportati a Babilonia e sottomessi alle leggi del re Nabucodonosor.
La scelta degli israeliti fu quella di non contaminarsi, rimanendo separati e consacrati al Dio di Israele.
Al rifiuto di inchinarsi e adorare il re, i 3 furono gettati in una fornace ardente MA fu proprio in quel momento di prova che loro videro il quarto uomo, Gesù.
La parola di Dio specifica che Mesac, Abed Nego e Sadrac non ebbero nessun danno del fuoco nei loro corpi. Neppure furono impregnati dall'odore del fuoco perché profumavano di Dio e di integrità. Decisero di agire in modalità "zero compromessi".
In prigione Paolo e Sila decisero di guardare la vittoria, avvertita con la loro intelligenza spirituale, e adorare il loro Dio
Incatenati, feriti e umiliati presero la posizione di Onorare il Signore con preghiere e ringraziamenti che furono la chiave per liberare se stessi e gli altri.
Davanti alla prova possiamo chiedere a Dio di rinnovare la nostra mente, in modo da affrontare con la Pace di Cristo ogni preoccupazione e non solo, essere testimonianza per gli altri.
Maria e le altre donne si dirigevano al sepolcro di Gesù per fasciare il corpo.
Ma il piano di Dio prevedeva la resurrezione di Cristo.
Gesù apparve a Maria rincuorandola proprio nel momento più triste.
Le tre storie mostrano come il luogo dove, umanamente tutto finisce, per Dio, è il posto in cui tutto inizia.
La vera Vita è iniziata in un sepolcro.
Cristo cambia i nostri luoghi di dolore in luoghi di speranza, ma questo può accadere solo tramite il rinnovamento della nostra mente.
Nella prova vediamo il quarto uomo che viene a liberarci da ogni catena.
Nella fornace, in prigione o davanti a un sepolcro, scegli di iniziare e portare avanti un processo di rinnovamento in modo che Dio impianti dentro di te la mente di Cristo.