Oggi in Cristo

Salvati per grazia


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Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d'ira, come gli altri.
Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l'immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù.
Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.
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(Efesini 2:1-10 - La bibbia)


Indice della serie sulla lettera agli Efesini

Questi versi mettono in evidenza la grande umiltà dell'apostolo Paolo.

Paolo era un ebreo che scriveva a degli stranieri, ma egli non aveva nessun senso di superiorità. Infatti Paolo conosceva le scritture e aveva compreso bene lo scopo dell'elezione di Israele come fonte di benedizione per tutti gli altri popoli attraverso la venuta di Gesù il Messia.

Paolo adotta un modo di fare davvero inclusivo. Infatti è come se si esprimesse in questo modo: "cari stranieri, Dio ha vivificato anche voi che eravate peccatori, lontani da Dio,  nel sistema  "mondo" che si oppone  Dio, influenzato da Satana. " E poi, con grande umiltà e realismo, include anche sé stesso e i suoi fratelli Ebrei nel numero di coloro che vivevano nel peccato, essendo per natura figli d'ira, ovvero destinati all'ira di Dio come gli altri e bisognosi della grazia e della misericordia di Dio. L'inclusione è quindi in entrambi i sensi: tutti ebrei e gentili sono peccatori,  tutti ebrei e gentili possono essere vivificati da Dio.

Paolo, in questi versi, è come se dicesse: "eravamo tutti sulla stessa barca, spiritualmente morti a causa del nostro peccato, ma ora, in Gesù il Messia, tutti abbiamo ricevuto la vita!".

In effetti, tutti gli uomini sono per natura inclini al peccato, inclini a soddisfare i propri desideri senza preoccuparsi di quale sia la volontà di Dio. Forse i più religiosi, coloro che credono in Dio, cercheranno in qualche modo di ubbidirgli, ma per quanto buone siano le loro intenzioni, anche loro finiranno per cadere nel peccato facendo qualcosa che Dio non approva. È quindi inutile illudersi: se Dio dovesse giudicare l'uomo in base alle sue opere, nessuno potrebbe risultare perfettamente giusto davanti a Dio.

Ecco perché Paolo esalta la misericordia di Dio e sottolinea che egli ci ha amati con un grande amore anche quando eravamo peccatori lontani da lui. Dio non ha aspettato che fossimo degni del suo amore, perché ciò non sarebbe mai avvenuto!

Sì, dobbiamo riconoscere che Dio ci ha amati per primo, è lui che ha preso l'iniziativa, è lui che ha preparato un piano per la salvezza dell'umanità ben prima che l'umanità stessa comprendesse di averne bisogno.

Il suo piano è completo e prevede grandi cose per coloro che ripongono la loro fede in Lui.
Infatti Gesù è morto per i nostri peccati ma Paolo nel brano precedente aveva già spiegato che Dio con la sua grande potenza lo aveva risuscitato e lo aveva fatto "sedere alla propria destra nel cielo" (vedi ...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana