Oggi in Cristo

Sani e salvi


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Quando fu giorno, non riuscivamo a riconoscere il paese; ma scorsero un'insenatura con spiaggia, e decisero, se possibile, di spingervi la nave. Staccate le ancore, le lasciarono andare in mare; sciolsero al tempo stesso i legami dei timoni e, alzata la vela maestra al vento, si diressero verso la spiaggia. Ma essendo incappati in un luogo che aveva il mare dai due lati, vi fecero arenare la nave; e mentre la prua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava per la violenza delle onde.
Il parere dei soldati era di uccidere i prigionieri, perché nessuno fuggisse a nuoto. Ma il centurione, volendo salvare Paolo, li distolse da quel proposito, e ordinò che per primi si gettassero in mare quelli che sapevano nuotare, per giungere a terra, e gli altri, chi sopra tavole, e chi su rottami della nave. E così avvenne che tutti giunsero salvi a terra.
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(Atti 27:39-44 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli

Ogni tanto Dio interviene nella storia umana con miracoli evidenti, come nel caso in cui aprì le acque del mar Rosso davanti al popolo di Israele. Ma la maggior parte delle volte Dio ama nascondersi "tra le quinte" della nostra vita, facendo in modo che le cose vadano in un certo modo, attraverso quelle che appaiono come semplici coincidenze.

Il brano che abbiamo appena letto ne è un esempio, infatti non ci dice che Dio abbia fatto un miracolo, eppure ciò che accadde quel giorno fu comunque straordinario.

Le cose erano andate proprio come Paolo aveva detto. Alla fine erano finiti su un'isola come lui aveva previsto (At 27:26) e la nave era andata persa ma non c'era stata alcuna perdita di vite in mezzo a loro (At 27:22).

A questo punto forse vi aspettavate un po' di riconoscenza vero? Sospetto che qualcuno si sia stupito nel vedere che il primo pensiero dei soldati fu quello di uccidere i prigionieri, tra i quali si trovava Paolo.

Dobbiamo però considerare che la situazione era davvero drammatica per quei soldati, infatti in quella situazione era davvero difficile per loro riuscire a gestire tutti i prigionieri e c'era la concreta possibilità che qualcuno potesse approfittare della situazione per scappare. Se uno dei prigionieri fosse scappato, quei soldati sarebbero stati puniti anche con la pena capitale. Ricordiamoci che per questo motivo in Atti 16 avevamo letto che il carceriere di Filippi stava per togliersi la vita quando aveva creduto che i prigionieri fossero scappati.

Vista la situazione e vista l'alta probabilità che qualcuno potesse scappare, la scelta dei soldati, per quanto possa sembrarci crudele, aveva una sua logica e in circostanze analoghe possiamo essere certi che 99 volte su 100 i prigionieri sarebbero stati uccisi senza troppi scrupoli.

Ma quel giorno le cose andarono diversamente...

Chissà quante volte quel centurione aveva ucciso, d'altra parte era un soldato romano e certamente non avrebbe fatto carriera se avesse avuto scrupoli ad uccidere. Ma quel giorno il centurione, a sorpresa, decise di correre un grande rischio pur di salvare Paolo. Infatti se Paolo o qualche altro prigioniero fosse scappato, lui sarebbe stato il primo a risponderne.

Evidentemente la testimonianza di Paolo aveva fatto breccia in quell'uomo al quale non parve giusto uccidere colui per mezzo del quale tutti loro avevano avu...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana