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Or


Ironico tutto ciò. Un tocco di mano e diventiamo noi la minaccia per le nostre stesse famiglie, un pericolo per i nonni anziani, per le persone malate e anche per noi stessi. Questo è il potere dell’armata invisibile, che si muove nell’aria, per le strade, silenziosa, mimetica e a dirla breve, invisibile.
Mi trovo per la prima volta solo davvero. Sono solo, in casa, la stufa che va, quel poco per mantenermi caldo almeno il corpo, perché l’anima è un po’ infreddolita.
Ho iniziato questa lettera molte volte, e ad ogni inizio avevo in mente un argomento diverso di cui parlare. All’inizio ero concentrata su come sono cambiati i ritmi della mia vita. Ma in realtà ho scoperto che, in fondo, questo periodo di incertezza dopotutto è quasi l’estensione della mia forma mentis, perennemente indecisa sul da farsi, perennemente in fase embrionale.
Caro amico mio,
sono passati circa vent’anni dall’ultima volta che ci siamo abbracciati.
Poi quel triste addio. Sapevamo entrambi che non ci saremmo più incontrati. Io sono cambiata, ma questo tu già lo sapevi. Tu?
Tu se vivi da qualche parte, prendi fiato e ascoltami. Ti racconto la mia vita, da qualche tempo cambiata, diversa. È un momento molto difficile per me e per tutta l’umanità. Sai, un nemico invisibile ha colonizzato l’intero pianeta.
Buongiorno….
A dispetto dei decreti e del surreale silenzio percepito fuori casa, la natura ci abbraccia con un caldo sole, un’aria primaverile che sembra dirci: “Non abbiate paura, con un po’ di responsabilità e pazienza presto tutto passerà!“.
Cara Mariuccia,
Stanotte la luna illumina lo specchio d’acqua del golfo di Genova; è uno spettacolo unico, il mare sembra ricoperto da una coltre d’argento, le montagne a picco sul mare tante enormi mani che vegliano sulle case.
Carissima Maria,
ieri sera ho visto il viso di tanti tuoi colleghi segnato dalla fatica e dalle mascherine. Sono rimasta molto turbata, soprattutto quando una tua collega ha testimoniato di non riconoscersi più e di non riconoscere il suo reparto e tutti gli altri suoi compagni di lavoro.
La vita per strada non c’è più… Si sente un silenzio assordante, e ogni tanto sirene di ambulanze. Ad ogni sirena, un sussulto, immagino cosa sta succedendo, una famiglia disperata, la lotta contro il tempo… Dolore, speranza, rassegnazione.
Sono le 2 di notte, piove. Sono nel letto e sento proprio l’acqua che scivola via, che lava, pulisce. Faccio fatica a riconoscere subito questo suono, mi devo concentrare, é da troppo tempo che non piove, che non scroscia. Appena metto tutto a fuoco sobbalzo.
Cara sorella,
La mia vita procedeva bene. Non di certo per il fatto che la povera sottoscritta viva dalle suore. Ho sempre pensato che le suore fossero il filo conduttore della mia vita, e ora ne ho la certezza.
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