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Francesco ha sette anni e voleva solo giocare a calcio.
Non diventare un campione. Non vincere un torneo. Solo giocare.
A bordo campo, tra urla e frustrazioni adulte, una parola comincia a inseguirlo: “scarso”.
Una parola imparata dai grandi e ripetuta dai bambini.
Questa è la storia di un padre che ha scelto il silenzio per dignità, finché quel silenzio non è diventato un peso.
Una storia di sport che dovrebbe educare e che invece ferisce.
Perché il bullismo nel calcio giovanile non nasce nei campi.
Nasce nelle case, attorno ad una tavola, davanti ad una tv e si riversa in un campo.
By Paolo CastelfranatoFrancesco ha sette anni e voleva solo giocare a calcio.
Non diventare un campione. Non vincere un torneo. Solo giocare.
A bordo campo, tra urla e frustrazioni adulte, una parola comincia a inseguirlo: “scarso”.
Una parola imparata dai grandi e ripetuta dai bambini.
Questa è la storia di un padre che ha scelto il silenzio per dignità, finché quel silenzio non è diventato un peso.
Una storia di sport che dovrebbe educare e che invece ferisce.
Perché il bullismo nel calcio giovanile non nasce nei campi.
Nasce nelle case, attorno ad una tavola, davanti ad una tv e si riversa in un campo.