Marketing, Business Management e Innovazione di Cristiano Nordio

“Scemo Chi Legge?” Campagne Pubblicitarie, Greenwashing e il Rifiuto del Corriere: Lo Scontro tra Greenpeace ed ENI


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Ascolta questo episodio del podcast per immergerti in un racconto avvincente che scuote le fondamenta del dibattito sulla crisi climatica, portando alla luce il ruolo delle campagne pubblicitarie nel plasmare la narrazione ambientale.

Scoprirai come il rifiuto del Corriere della Sera di pubblicare un annuncio provocatorio di Greenpeace Italia, con il suo iconico titolo Scemo chi legge, abbia acceso un dibattito infuocato su censura, indipendenza dei media e influenza economica. L’annuncio, pensato per denunciare il greenwashing di ENI e la complicità dei media, è stato bloccato con la motivazione di essere un “attacco diretto” al colosso energetico, sollevando sospetti su un possibile inchino agli interessi economici di un grande inserzionista.

Questo episodio non si limita a raccontare l’incidente, ma scava a fondo nelle dinamiche di potere che intrecciano media, aziende fossili e attivismo ambientale. Approfondisce il contesto della battaglia legale La Giusta Causa, lanciata da Greenpeace e ReCommon contro ENI, il Ministero dell’Economia e Cassa Depositi e Prestiti, accusati di contribuire alla crisi climatica violando diritti umani fondamentali.

La causa, ispirata a precedenti europei come Urgenda, mira a costringere ENI a ridurre le emissioni del 45% entro il 2030, ma l’azienda risponde con eccezioni di giurisdizione e cause per diffamazione, definite dalle ONG come tentativi di silenziamento.

Il podcast esplora come ENI utilizzi campagne pubblicitarie patinate per promuovere il gas naturale come “energia pulita”, nonostante rapporti come quello di Greenpeace (2023) e Clean Air Task Force (2024) evidenzino perdite di metano devastanti e un investimento minimo in rinnovabili, appena l’1% del budget aziendale secondo InfluenceMap (2025).

Si analizza il peso economico di ENI come inserzionista sul Corriere, con publiredazionali e “sovracopertine verdi” che sfumano il confine tra giornalismo e promozione, alimentando il sospetto di autocensura. Il racconto si allarga a una prospettiva globale, mostrando come l’industria fossile, attraverso campagne pubblicitarie e lobbying, manipoli la narrazione climatica, confondendo il pubblico e rallentando l’azione ambientale, come documentato da Climate Home News (2024) e UNESCO (2025).

Questo episodio è un invito a riflettere: chi controlla davvero il racconto della crisi climatica? I media, sotto pressione economica, rischiano di diventare megafoni di narrazioni fuorvianti, mentre voci critiche come quella di Greenpeace lottano per farsi sentire.

Perché ascoltarlo? Per comprendere come le campagne pubblicitarie non siano solo spot, ma strumenti di potere che modellano il nostro futuro ambientale. Una narrazione avvincente, arricchita da analisi e un pizzico di ironia, che smaschera le tensioni tra profitto e verità, spingendo gli ascoltatori a interrogarsi sul ruolo dei media e sull’urgenza di un’informazione libera.

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