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Ci sono incontri nella vita di ciascuno che sono scritti da destini indissolubili. Sono momenti in cui l’anima non può fuggire, in cui il proprio sguardo deve posarsi su quello di qualcun altro
Questo episodio è stato realizzato in collaborazione con Ulss 2 Marca Trevigiana nell’ambito di un progetto nato per dare forma e voce alle esperienze di vita degli studenti universitari dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.
Ogni primo giorno di tirocinio è diverso, ma la preoccupazione iniziale è la stessa: sarò in grado di ascoltare i miei pazienti e capire come aiutarli? Mi troverò bene con il mio tutor? Riuscirò a mettere in pratica ciò che ho imparato?
Era la mia seconda esperienza di tirocinio ma la prima volta in casa di riposo. Al primo anno di infermieristica è previsto un tirocinio in ospedale e uno in RSA e onestamente ero felice che la mia prima esperienza fosse stata in ospedale perché nutrivo un forte pregiudizio nei confronti delle strutture per anziani e volevo tardare il più possibile l’inevitabile.
Questo episodio è stato realizzato in collaborazione con Ulss 2 Marca Trevigiana nell’ambito di un progetto nato per dare forma e voce alle esperienze di vita degli studenti universitari dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.
Tra un paziente e l’altro scorro le loro schede per farmi un’idea di chi sarà la prossima persona a entrare nell’ambulatorio.
Questo episodio è stato realizzato in collaborazione con Ulss 2 Marca Trevigiana nell’ambito di un progetto nato per dare forma e voce alle esperienze di vita degli studenti universitari dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.
Siamo pronti, dalla prossima settimana riparte Scorci di cura. Il podcast, prodotto da Nurse24.it, pensato per raccontare momenti di vita, istanti, pensieri ed emozioni accaduti in ambienti di cura attraverso le parole di chi le ha vissute veramente.
Sono un po’ preoccupato, perché la situazione a casa è sempre peggio, non ne parlo spesso, ma con Rossella mi sento libero di farlo. Suono al citofono, ma ad aprire la porta non c’è lei, ma una ragazza che si presenta immediatamente dicendomi di essere una studentessa di infermieristica. “Rossella non c’è?” Chiedo immediatamente. E lei, facendomi entrare, mi risponde che arriva subito. “Meno male”, penso.
Oggi è il 4 settembre, il mio primissimo giorno in reparto. Inutile dire che sono particolarmente tesa, per fortuna l’accoglienza che ho ricevuto dal personale in reparto mi ha tranquillizzata.
La Coordinatrice infermieristica, Clara, molto presente nelle attività di reparto, ad eccezione di altre realtà che ho potuto osservare nei precedenti tirocini, mi permette di assistere ad una procedura che lei è solita svolgere per i suoi pazienti: la doccia. Entriamo nel bagno, gli OSS portano in barella un paziente affetto da sindrome di Guillain Barré, per la quale è completamente dipendente nelle attività di vita quotidiana.
Ogni mattina, quando entro in camera per somministrarle la terapia, la signora Tiziana mi ripete che non ce la fa più, che è stanca e io cerco sempre di rassicurarla e darle forza. Quando le controllo i parametri vitali, ogni quattro ore, e le riferisco che vanno bene, mi sembra essere indifferente, forse perché la sua situazione non cambia.
È una mattina di fine turno, sono esausta. È stata una mattinata abbastanza intensa, c’erano molte cose da fare e non ci siamo fermati un momento. Io e l’infermiera di turno siamo andate nella stanza 306.
Sono Adele e mi sto dirigendo in macchina con mio marito Francesco verso l’ospedale, perché domani dovrò essere operata per rimuovere un tumore che mi ha colpito all’intestino. Alle 11:00 arriviamo a destinazione e con molta preoccupazione per ciò che mi aspetterà, saluto mio marito e mi avvio verso il reparto di urologia al 4° piano.
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