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Ci sono storie che non finiscono con un trasferimento. Quella tra Franco Selvaggi e il Cagliari è una di queste. A oltre quarant’anni dall’addio ai colori rossoblù, l’ex attaccante continua a parlare della Sardegna con affetto e riconoscenza, come di una seconda casa.
Oggi, a 73 anni, vive a Matera, sua città natale, dove si gode la famiglia e il ruolo di nonno, senza mai perdere di vista il calcio. Un mondo che conosce a fondo, sia per la carriera da calciatore sia per le successive esperienze da dirigente e tecnico federale.
Tra i ricordi più significativi della sua carriera c’è il trasferimento al Cagliari, reso possibile anche dalla determinazione di Gigi Riva.
“Arrivai dal Taranto perché mi volle Gigi Riva”, spiega Selvaggi sulle pagine de “L’Unione Sarda“, mi dissero che era disposto perfino a lasciare il club se la società non mi avesse acquistato. Avevo diverse richieste, ma scegliere Cagliari fu naturale”.
Selvaggi ricorda con orgoglio quella squadra, capace di conquistare un prestigioso sesto posto in Serie A grazie a una rosa di grande qualità.
“Avevamo un centrocampo straordinario con Marchetti, Corti, Quagliozzi e Brugnera. In attacco giocavamo io, Gigi Piras e Virdis. Eravamo un gruppo davvero competitivo”.
L’esperienza in rossoblù coincise anche con la chiamata nella Nazionale di Enzo Bearzot, culminata con la conquista del Campionato Mondiale di calcio 1982. “Quando fui convocato ero ancora un giocatore del Cagliari. Erano anni diversi, in cui il senso di appartenenza alla maglia aveva un peso enorme”.
Guardando al calcio moderno, Selvaggi sottolinea come l’aspetto economico abbia cambiato profondamente il sistema.
“Oggi girano cifre enormi. Ai nostri tempi capitava persino di ricevere lo stipendio ogni quattro mesi. Si viveva con compensi molto lontani da quelli attuali”.
L’ex attaccante ha commentato anche il trasferimento di Marco Palestra al Chelsea.
“È un ragazzo di grande talento e ha dimostrato il suo valore a Cagliari. Certo, vedere cifre di quel livello fa impressione, ma oggi il mercato funziona così”.
Secondo Selvaggi, la scelta del Cagliari di puntare sui giovani rappresenta la strada corretta.
“La società sta lavorando bene. Valorizzare il vivaio e dare fiducia ai ragazzi è fondamentale. Anche la conferma di Fabio Pisacane è stata una decisione importante”.
Sul piano degli obiettivi, Selvaggi invita a mantenere i piedi per terra. “Credo che il traguardo principale resti una salvezza tranquilla. Poi, se arriverà qualcosa in più, tanto meglio».
L’ex rossoblù conosce bene anche Gianluca Gaetano e Sebastiano Esposito, allenati in passato nelle selezioni giovanili azzurre.
“Gaetano ha qualità importanti e all’Atalanta potrà misurarsi con obiettivi più ambiziosi. Esposito, invece, ha un talento enorme e credo che possa essere la stagione della definitiva consacrazione”.
The post Selvaggi: “Il Cagliari è casa mia. La linea verde è la strada giusta” appeared first on Calcio Casteddu.
By Ci sono storie che non finiscono con un trasferimento. Quella tra Franco Selvaggi e il Cagliari è una di queste. A oltre quarant’anni dall’addio ai colori rossoblù, l’ex attaccante continua a parlare della Sardegna con affetto e riconoscenza, come di una seconda casa.
Oggi, a 73 anni, vive a Matera, sua città natale, dove si gode la famiglia e il ruolo di nonno, senza mai perdere di vista il calcio. Un mondo che conosce a fondo, sia per la carriera da calciatore sia per le successive esperienze da dirigente e tecnico federale.
Tra i ricordi più significativi della sua carriera c’è il trasferimento al Cagliari, reso possibile anche dalla determinazione di Gigi Riva.
“Arrivai dal Taranto perché mi volle Gigi Riva”, spiega Selvaggi sulle pagine de “L’Unione Sarda“, mi dissero che era disposto perfino a lasciare il club se la società non mi avesse acquistato. Avevo diverse richieste, ma scegliere Cagliari fu naturale”.
Selvaggi ricorda con orgoglio quella squadra, capace di conquistare un prestigioso sesto posto in Serie A grazie a una rosa di grande qualità.
“Avevamo un centrocampo straordinario con Marchetti, Corti, Quagliozzi e Brugnera. In attacco giocavamo io, Gigi Piras e Virdis. Eravamo un gruppo davvero competitivo”.
L’esperienza in rossoblù coincise anche con la chiamata nella Nazionale di Enzo Bearzot, culminata con la conquista del Campionato Mondiale di calcio 1982. “Quando fui convocato ero ancora un giocatore del Cagliari. Erano anni diversi, in cui il senso di appartenenza alla maglia aveva un peso enorme”.
Guardando al calcio moderno, Selvaggi sottolinea come l’aspetto economico abbia cambiato profondamente il sistema.
“Oggi girano cifre enormi. Ai nostri tempi capitava persino di ricevere lo stipendio ogni quattro mesi. Si viveva con compensi molto lontani da quelli attuali”.
L’ex attaccante ha commentato anche il trasferimento di Marco Palestra al Chelsea.
“È un ragazzo di grande talento e ha dimostrato il suo valore a Cagliari. Certo, vedere cifre di quel livello fa impressione, ma oggi il mercato funziona così”.
Secondo Selvaggi, la scelta del Cagliari di puntare sui giovani rappresenta la strada corretta.
“La società sta lavorando bene. Valorizzare il vivaio e dare fiducia ai ragazzi è fondamentale. Anche la conferma di Fabio Pisacane è stata una decisione importante”.
Sul piano degli obiettivi, Selvaggi invita a mantenere i piedi per terra. “Credo che il traguardo principale resti una salvezza tranquilla. Poi, se arriverà qualcosa in più, tanto meglio».
L’ex rossoblù conosce bene anche Gianluca Gaetano e Sebastiano Esposito, allenati in passato nelle selezioni giovanili azzurre.
“Gaetano ha qualità importanti e all’Atalanta potrà misurarsi con obiettivi più ambiziosi. Esposito, invece, ha un talento enorme e credo che possa essere la stagione della definitiva consacrazione”.
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