È destinata a diventare entro il 2030 la terza economia del mondo. Ha un miliardo e quattrocento milioni di abitanti (un sesto dell’umanità) e un’età media di soli 28 anni. Secondo partner commerciale in Asia, è un mercato ricco di opportunità per le aziende e le esportazioni italiane. I punti di congiunzione tra Italia e India sono moltissimi: a livello politico, culturale, storico, industriale e imprenditoriale. “Profonda l’intesa tra i due governi. A novembre scorso i due Primi Ministri Meloni e Modi hanno siglato un Piano di azione strategico congiunto per rafforzare la collaborazione in dieci aree di comune interesse tra cui: investimenti e industria, connettività, scienza e tecnologia, energia, spazio, difesa, cultura, e scambi tra società. Dobbiamo ora fare i compiti a casa e avviare iniziative e progetti congiunti”. Quarto Paese sulla Luna e terzo al mondo per startup miliardarie, l’India è in vetta alle graduatorie per numero di laureati e ha attratto anche due importanti atenei italiani – Bocconi e Marangoni – che offrono percorsi di studio specifici nel Paese. Il prossimo 11 aprile è in programma a Delhi un ampio Forum bilaterale dedicato a business e scienza per incoraggiare la collaborazione nei settori più dinamici in cui l’Italia ha un grande valore aggiunto: industria e agricoltura 4.0, energia verde, infrastrutture e trasporti, tecnologie di frontiera, con un accento forte su innovazione, ricerca e startup. Ne parliamo con Antonio Bartoli, Ambasciatore d’Italia a New Delhi.