Oggi in Cristo

Siamo schiavi o figli?


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Io dico: finché l'erede è minorenne, non differisce in nulla dal servo, benché sia padrone di tutto;  ma è sotto tutori e amministratori fino al tempo prestabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo; ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione.  E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: «Abbà, Padre». Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio.  In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, avete servito quelli che per natura non sono dèi; ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Io temo di essermi affaticato invano per voi. Siate come sono io, fratelli, ve ne prego, perché anch'io sono come voi.
(Galati 4:1-12 - La Bibbia)






L'apostolo Paolo nelle sue lettere dimostra di aver accolto con entusiasmo l'inizio di una nuova era, caratterizzata dalla venuta di Gesù Cristo in questo mondo. Per Paolo la venuta di Gesù era il culmine della storia, l'evento che cambiava la storia dell'umanità, l'evento con il quale il Signore sconfiggeva le forze della malvagità che a Lui si oppongono (si veda Col 2:15)  mantenendo le sue promesse di redenzione verso l'umanità che, proprio lasciandosi influenzare da tali forze, aveva peccato contro di lui fin dal giardino dell'Eden.
Prima della venuta di Gesù, Giudei e stranieri avevano fatto percorsi molto diversi. Come abbiamo letto in precedenza i Giudei avevano ricevuto la legge che era stata loro precettore proprio per prepararli a ricevere il Messia (Ga 3:24-25)  mentre la maggioranza degli stranieri fin dai tempi antichi, influenzata da forze malvagie, talvolta indicati come dèmoni (De 32:17, 2Cr 11:15, Salmo 106:37), non adorava il vero Dio Creatore dei Cieli e della terra ma era dedito all'idolatria nelle sue varie forme.
Nel brano che abbiamo appena letto Paolo spiega ai suoi lettori, in maggioranza stranieri, il fatto che nonostante questi percorsi molto diversi, entrambi i gruppi erano ora confluiti nella medesima famiglia secondo il disegno che Dio aveva già annunciato ad Abraamo.
Come spesso accade Paolo utilizza delle similitudini per descrivere le realtà spirituali. Così egli paragona i Giudei ai figli di un padrone di casa e i pagani a servi che non hanno alcun rapporto di figliolanza con il padrone. Finché sono piccoli la differenza tra gli uni e gli altri non è evidente ma quando i bimbi crescono ed entrano nella piena maturità, i figli si appropriano dell'eredità mentre i servi ovviamente ne sono esclusi. Ma cosa succede se al momento della maggiore età il padrone di casa decide di adottare anche i servi come figli? Questo è proprio ciò che era accaduto con la venuta di Gesù il Messia, luce delle nazioni.
Paolo aveva già descritto nella sezione precedente la condizione dei Giudei fino alla venuta di Gesù come quella di bambini sotto tutore (Ga 3:24-...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana