Oggi in Cristo

Siamo una famiglia!


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Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio. Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l'edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte dell'edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito.
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(Efesini 2:19-22 - La bibbia)


Indice della serie sulla lettera agli Efesini

Ti sei mai sentito a disagio in mezzo ad un gruppo di persone di cui non ti sentivi veramente parte? A me è successo molte volte.

Ma quando incontro persone che amano Dio, persone che sono figli di Dio, anche quando sono di nazionalità diversa o di ceti sociali diversi, anche quando sono persone che incontro per la prima volta, normalmente si crea subito un bel legame senza alcun imbarazzo. Perché accade questo? Perché apparteniamo tutti alla stessa famiglia!

Nei versi che abbiamo appena letto, Paolo si rivolge ai suoi lettori stranieri per confermare loro che non dovevano più sentirsi a disagio, non dovevano più sentirsi stranieri né ospiti, ma dovevano sentirsi a casa loro nel popolo di Dio essendo diventati membri della famiglia di Dio a tutti gli effetti.

La famiglia di Dio era composta da santi, ovvero da persone che avevano un rapporto con Dio, persone che Dio si era messo da parte affinché gli appartenessero e lo servissero.

Sappiamo che quando Gesù è venuto si è rivolto in primo luogo alle persone del proprio popolo quindi è ovvio che i primi discepoli siano stati tutti Ebrei. D'altra parte Israele era un popolo speciale, un popolo chiamato ad essere santo, un popolo che aveva ricevuto le promesse di Dio ed era stato messo a parte per il Signore per servirlo e per essere suo testimone verso il resto del mondo. Israele era chiamato ad essere un popolo di santi (es. Le 19:2).

Nonostante gli alti e i bassi che hanno caratterizzato la storia di Israele, c'è sempre stato un residuo di Israeliti santi, persone che avevano preso Dio sul serio e che avevano riposto la loro fede in Lui. Attraverso i secoli, Dio aveva mantenuto le sue promesse e, anche attraverso quel residuo di fedeli, Dio aveva portato avanti il suo piano e, con la venuta di Gesù il Messia promesso, quel piano aveva raggiunto il suo apice.

Come abbiamo considerato negli episodi precedenti, le tradizioni che gli uomini avevano affiancato alla legge di Dio avevano creato una barriera tra Ebrei e stranieri, ma Gesù aveva abbattuto quel muro di separazione. Gli apostoli, attraverso l'opera di Dio in loro, avevano compreso che gli stranieri dovevano essere considerati fratelli anche se erano incirconcisi nella carne. Ciò che contava era l'opera dello Spirito Santo, la circoncisione del cuore che anche Mosè aveva ritenuto fondamentale (De 10:16).

Ecco perché Paolo stava incoraggiando i suoi lettori a non sentirsi più ospiti né cittadini di serie B, perché in Gesù essi erano a pieno titolo concittadini dei santi! Essi potevano unirsi ai loro fratelli ebrei senza paura perché Dio li accoglieva nella sua grande famiglia. Non è meraviglioso?

Il divino architetto stava costruendo un edificio spirituale formato da tutti coloro che appartengono alla famiglia di Dio, Ebrei o stranieri che fossero. Tale edificio spirituale è un tempio, il luogo che doveva servire come dimora dello Spirito Santo, ovvero di Dio.

La parola utilizzata in questo brano per "tempio" indicava proprio la parte più interna del tempio di Dio in Gerusalemme, quella che comprendeva il santuario, il luogo santissimo. Dio aveva garantito la sua presenza lì ed era quindi il luogo dove idealmente la terra e il cielo,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana