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Quando raccontiamo una storia, che sia scritta oppure orale, è molto importante scegliere il tempo verbale giusto e, soprattutto, mantenerlo costante per tutta la durata del racconto. Saper usare i tempi giusti è fondamentale per scrivere o raccontare bene: un racconto chiaro, con i verbi usati correttamente, è più piacevole da ascoltare o da leggere. Ma quali sono i tempi che si usano per raccontare una storia ? Scopriamolo insieme!
Scrivi sul quaderno un breve racconto (della lunghezza massima di 15 righe) di un’estate particolarmente divertente o emozionante . Presta attenzione ai tempi verbali: scegli il tempo più adatto e mantienilo per tutta la durata del testo.
Al giorno d’oggi sentiamo spesso parlare di cambiamento climatico. Ma che cosa significa davvero cambiamento climatico? Da che cosa è causato? Ma, soprattutto, che cosa possiamo fare nella nostra vita quotidiana per garantire, nel nostro piccolo, un futuro al nostro pianeta? Come la proposizione causale esprime la causa di quanto espresso nella reggente, in questo approfondimento andremo ad analizzare la complessa trama di cause che genera e alimenta questo fenomeno.
Scrivi il tuo diario personale della plastica. Prendi un foglio (cartaceo o digitale), dividilo in colonne intitolate: giorno, oggetto di plastica usato, era necessario?, alternativa possibile. Per una settimana, annota tutti gli oggetti di plastica consumati (bottigliette d’acqua, penne, imballaggi e così via). Alla fine della settimana fai un bilancio dei tuoi consumi e opera una riflessione consapevole: quanta plastica hai consumato? Ci sono oggetti ricorrenti o inutili? Saresti potuto ricorrere a soluzioni alternative?
Abbiamo studiato che le frasi relative sono subordinate che servono a precisare o aggiungere informazioni su un nome o un pronome, detto "antecedente", presente nella proposizione reggente. Le proposizioni relative si distinguono in determinative (o restrittive) e accessorie (o esplicative). Come si distinguono? Che caratteristiche hanno?
Scrivi sul tuo quaderno due periodi che contengono una relativa determinativa e due periodi che contengono una relativa accessoria.
Nello svolgere l’analisi del periodo, talvolta risulta difficile distinguere correttamente una subordinata soggettiva oppure oggettiva da una subordinata dichiarativa. Tutte e tre sono proposizioni completive, ma hanno funzioni sintattiche molto differenti. Come riuscire, quindi, a distinguerle più facilmente. Scrivi sul tuo quaderno due periodi che contengono una subordinata soggettiva, due periodi che contengono una subordinata oggettiva e due periodi che contengono una subordinata dichiarativa.
Nello svolgere l’analisi del periodo, talvolta risulta difficile distinguere correttamente una subordinata soggettiva da una subordinata oggettiva. Entrambe sono proposizioni completive, ma hanno funzioni sintattiche molto differenti. Come riuscire, quindi, a distinguerle più facilmente? Vediamolo insieme!
Scrivi sul tuo quaderno tre periodi che contengono una subordinata soggettiva e tre periodi che contengono una subordinata oggettiva.
Un qualsiasi racconto può essere narrato in due modi: con un narratore che parla in terza persona, da spettatore esterno, oppure con un narratore che parla in prima persona e che racconta la storia dal proprio punto di vista, diventando così un personaggio protagonista della vicenda. Se il punto di vista è quello di chi parla, possiamo parlare di racconto in soggettiva. Il genere letterario in cui si utilizza per eccellenza la prima persona per raccontare è l’autobiografia. Viaggiamo alla scoperta di questo genere letterario in cui anche tu stesso o tu stessa potresti esserne… il o la protagonista!
Scrivi sul quaderno una tua breve autobiografia (massimo una pagina), dalla tua infanzia a oggi. Ricorda di usare la prima persona singolare e di non dimenticare di soffermarti sugli aspetti emotivi.
Il concetto di “implicito” ha due diversi significati: uno in grammatica e uno nella comunicazione di tutti i giorni. In grammatica, una frase è detta implicita quando ha un verbo di modo indefinito, cioè infinito, participio o gerundio. Ma nel linguaggio quotidiano, l’aggettivo “implicito” ha un significato molto differente: vuol dire “far intendere qualcosa senza dirlo apertamente”. E come lo si può fare? Scopriamolo insieme!
Ti è mai capitato di cogliere un messaggio comunicativo implicito, cioè non detto esplicitamente? Riporta sul tuo quaderno alcuni esempi significativi.
Che cosa sono la paratassi e l’ipotassi? Ma, soprattutto, come facciamo a scegliere se costruire un testo con prevalenza di paratassi o con prevalenza di ipotassi? Scopriremo insieme che non esiste uno stile corretto e uno sbagliato: dipende dai nostri intenti comunicativi, dai nostri obiettivi.
Scrivi un breve testo (massimo 3 righe) usando prima la paratassi e poi l’ipotassi. Noti delle differenze a livello di immediatezza comunicativa?
Come ci sono frasi che hanno la funzione di leader all’interno del periodo, ci sono anche leader che si sono serviti delle frasi per comunicare e trasmettere idee, pensieri e messaggi politici. Scopriamo insieme i più famosi oratori della storia!
Usa l’arte della retorica per convincere qualcuno a tuo piacimento di qualcosa a piacere; puoi anche sceglierne più di uno. Scrivi il tuo discorso persuasivo sul tuo quaderno.
I nomi propri sono fondamentali per l’identità e la cultura di ogni persona, portando con sé storie, tradizioni e significati profondi che riflettono origini familiari e culturali. In molte culture, il nome simboleggia appartenenza, valori e speranze, collegando l’individuo alla sua comunità e storia. La scelta del nome può anche rappresentare una forma di resistenza culturale, preservando l’identità di fronte a pressioni esterne. I nomi influenzano l’autostima, la percezione sociale e possono veicolare stereotipi o aspettative. Inoltre, le pratiche di denominazione variano culturalmente, includendo simbolismi, numerologia e legami con il genere, e possono essere modificate per riflettere l’identità personale. In Italia, la varietà dei nomi testimonia l’influenza reciproca delle culture e il valore sociale e storico dei nomi come segni di identità collettiva.
Pensa al tuo nome o a un nome che conosci bene e prova a riflettere su che cosa esso rappresenta in termini di identità culturale. Scrivi su Not so Sirius un post in cui descrivi il significato del nome e come esso è legato alle tradizioni culturali o familiari.
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