Immagina questo scenario: basta una settimana. Non mesi, non anni. Sette giorni in cui uno snodo strategico come lo Stretto di Hormuz rallenta o si blocca, e l’effetto domino parte immediatamente. Il prezzo del petrolio schizza, il gas segue, i trasporti rallentano, le filiere iniziano a incepparsi. Non è fantascienza, è la fotografia di quanto la nostra economia sia ancora profondamente dipendente da fonti energetiche concentrate geograficamente e politicamente fragili.