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Quattro diciottenni milanesi sono stati premiati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver contribuito a ridurre il divario digitale tuttora esistente nel nostro Paese. Secondo una recente indagine ISTAT, infatti, quasi il 34% delle famiglie italiane non dispone di un pc o un tablet in casa e il 57% dei ragazzi deve condividere un solo computer in famiglia. Si tratta di un problema che va oltre il bisogno evidenziato dal periodo di pandemia, perché la scuola sarà sempre più digitale e gli studenti avranno sempre più bisogno di supporti informatici. Per tutte queste ragioni, Pietro Cappellini, Matteo Mainetti, Jacopo Rangone ed Emanuele Sacco – questi i nomi dei ragazzi – un anno fa hanno dato vita a PC4U.tech, un progetto che punta a mettere a disposizione, a titolo gratuito, strumenti tecnologici per le nuove generazioni. Tramite crowdfounding, i ragazzi hanno raccolto più di 18mila euro e oltre 500 computer inutilizzati che, con l’aiuto di un tecnico, sono stati revisionati e donati a giovani in difficoltà economica. Un modo concreto, quindi, per contribuire a incentivare la diffusione di una cultura digitale nel nostro Paese, incontrando domanda e offerte gratuite di tablet o pc usati.
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Si chiamano Tommy e Ollie e sono i simpatici personaggi protagonisti di un’app in realtà aumentata che guiderà i piccoli pazienti alla scoperta della Carta dei diritti del bambino in ospedale. Attraverso un linguaggio semplice e accattivante, gli utenti prenderanno consapevolezza dei loro diritti, durante il periodo delicato della malattia e del ricovero. L’applicazione, pensata per tutti gli smartphone, è stata lanciata da Aopi, Associazione ospedali pediatrici italiani e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Inoltre, in ognuna delle strutture che fanno parte di questa rete nazionale, saranno disponibili coloratissime brochure per spiegare ai bambini e ai loro genitori tutti i principi contenuti nella Carta che li vede protagonisti, per vivere nel modo più sereno possibile una condizione difficile come quella del ricovero in ospedale.
By AVIS NazionaleQuattro diciottenni milanesi sono stati premiati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver contribuito a ridurre il divario digitale tuttora esistente nel nostro Paese. Secondo una recente indagine ISTAT, infatti, quasi il 34% delle famiglie italiane non dispone di un pc o un tablet in casa e il 57% dei ragazzi deve condividere un solo computer in famiglia. Si tratta di un problema che va oltre il bisogno evidenziato dal periodo di pandemia, perché la scuola sarà sempre più digitale e gli studenti avranno sempre più bisogno di supporti informatici. Per tutte queste ragioni, Pietro Cappellini, Matteo Mainetti, Jacopo Rangone ed Emanuele Sacco – questi i nomi dei ragazzi – un anno fa hanno dato vita a PC4U.tech, un progetto che punta a mettere a disposizione, a titolo gratuito, strumenti tecnologici per le nuove generazioni. Tramite crowdfounding, i ragazzi hanno raccolto più di 18mila euro e oltre 500 computer inutilizzati che, con l’aiuto di un tecnico, sono stati revisionati e donati a giovani in difficoltà economica. Un modo concreto, quindi, per contribuire a incentivare la diffusione di una cultura digitale nel nostro Paese, incontrando domanda e offerte gratuite di tablet o pc usati.
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Si chiamano Tommy e Ollie e sono i simpatici personaggi protagonisti di un’app in realtà aumentata che guiderà i piccoli pazienti alla scoperta della Carta dei diritti del bambino in ospedale. Attraverso un linguaggio semplice e accattivante, gli utenti prenderanno consapevolezza dei loro diritti, durante il periodo delicato della malattia e del ricovero. L’applicazione, pensata per tutti gli smartphone, è stata lanciata da Aopi, Associazione ospedali pediatrici italiani e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Inoltre, in ognuna delle strutture che fanno parte di questa rete nazionale, saranno disponibili coloratissime brochure per spiegare ai bambini e ai loro genitori tutti i principi contenuti nella Carta che li vede protagonisti, per vivere nel modo più sereno possibile una condizione difficile come quella del ricovero in ospedale.

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