In questa puntata sentiamo la storia di Augusto, un uomo che, abbandonato dalla madre ad appena quattro anni, trascorre la vita tra il collegio e il carcere, in una sequenza infinita di cancelli chiusi alle spalle, tintinnio metallico di chiavi e una disperata solitudine. Il racconto si muove lungo il confine sottile tra la detenzione e la libertà e il tentativo continuo di ricucire un rapporto con le due figlie gemelle che ha lasciato ad appena dodici anni.
È una storia di ricadute, sensi di colpa e di occasioni perdute, ma è anche il racconto di una vita che, nonostante tutto, ricresce con la determinazione di chi non ha più nulla da nascondere.
Arriva in Comunità da carcerato, dove trascorre quattro anni iniziando un percorso profondo di rilettura della propria storia.
Oggi è alla fine del suo percorso: ha “sconfitto” il passato e scelto di restare.
Non per necessità, ma per decisione: vuole vivere e lavorare in Comunità, dedicando la sua vita ad aiutare chi, come lui, sta cercando una via d’uscita.