“Il tuo corpo avrebbe anche voglia di spingere sull’acceleratore, ma non c’è nessun carburante dentro di te."
È una metafora perfetta. Perché quando la mente è affaticata, anche il corpo non riesce piu’ a tenere il passo. Non per debolezza, ma per saturazione. In gergo tecnico, si parla di under-recovery, o peggio, di burnout: uno stato in cui la fatica non viene più compensata. Si accumula, si stratifica.
E piano piano, ti toglie la voglia, la motivazione, la lucidità. Il problema? È subdolo. Perché non ti dà segnali sempre evidenti.
Ti fa solo vivere in modalità sopravvivenza. E certe volte ti basta anche, ci fai quasi l’abitudine a stare in questo stato.
Ti svegli già affaticato, come se qualcosa ti avesse rubato energie durante la notte. Ti butti a capofitto nella giornata, non stacchi mai perché ti sembra di avere mille impegni uno sopra all’altro. E così finisci la tua giornata sempre piu’ svuotato.
Non è solo stanchezza. È un sistema nervoso in allarme costante. E allora recuperare non è un lusso. Iniziamo a credere che sia un’abitudine indispensabile per chi vuole durare. Mettersi al centro e prendersi cura del proprio benessere psicofisico non è l’ultima cosa a cui pensare dopo che le fatiche sono terminate.
Perché in uno stato di perenne tensione non ci daremo mai la possibilità di fermarci, troveremo sempre un alibi che ci impedirà di rallentare veramente.