27 Settembre 1957: la costa di Sperlonga diventa un teatro di uno scontro. Da una parte, la Soprintendenza di Roma con i suoi camion pronti a portare via i marmi della Grotta di Tiberio; dall’altra, una popolazione in armi, decisa a non cedere. Sindaco e cittadini si schierano contro lo Stato, i carabinieri vengono respinti a colpi di sassi, e i reperti archeologici diventano un simbolo di identità.
Ma fino a che punto può spingersi una comunità per difendere il proprio passato? E cosa rimane oggi di quella rivolta, tra musei, promesse e un’eredità che ancora divide?